Giovedì, 21 Novembre 2019
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IL DIBATTIMENTO

Processo "Breakfast" a Reggio: nessun contatto tra Dell'Utri e Matacena

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Processo Breakfast con Scajola e Chiara Rizzo

Volge ormai alle ultime battute l'infinito dibattimento “Breakfast”, il processo che vede sul banco degli imputati del tribunale di Reggio l'ex ministro dell'Interno, Claudio Scajola; l'ex moglie di Matacena, Chiara Rizzo; Martino Politi e Mariagrazia Fiordalisi: tutti, con diversi profili di responsabilità, ruoli e mansioni, ritenuti al centro del piano di fuga all'estero di Amedeo Matacena, che ancora oggi vive da latitante volontario negli Emirati Arabi Uniti, e dell'operazione di schermatura dell'immenso patrimonio dell'ex deputato di Forza Italia rispetto alle leggi ed ai provvedimenti di sequestro e confische beni.

Nè Amedeo Matacena, né il suo storico collaboratore Martino Politi: i loro nomi non compaiono nell'agenda sequestrata a Marcello Dell'Utri quando l'ex uomo forte di Forza Italia e Pubblitalia fu arrestato a Beirut, in Libano, dove si era rifugiato per dribblare la condanna definitiva che gravava su di lui per i suoi legami con la mafia. A confermarlo è stato ieri in Tribunale a Reggio, nelle vesti di testimone nel processo “Breakfast”, il sostituto commissario Giuseppe Gandolfo, l'investigatore della Dia che ha redatto l'informativa “Stato parallelo” (l'approfondimento di indagine per individuare l'esistenza di un sistema massonico-mafioso-politico-imprenditoriale).

Ed ancora mai contatti telefonici tra Dell'Utri e Matacena, né un biglietto per il Libano per l'armatore che progettava di dileguarsi all'estero per evitare i tre anni di galera che la Corte Suprema di Cassazione gli ha inflitto per concorso esterno in associazione mafiosa. Ed ancora - incalzato dagli avvocati Elisabetta Busuito, Corrado Politi e Antonino Curatola - il sostituto commissario Gandolfo ha confermato di «non aver riscontrato contatti tra Claudio Scajola e l'avvocato Giuseppe Luppino (il professionista di Gioia Tauro legato alla cosca Piromalli, arrestato nell'operazione “Metauros”, e tirato in ballo da altri testimoni come un interlocutore privilegiato di Scajola, che invece ha categoricamente escluso di averlo mai conosciuto o incontrato, ndr)».

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