Lunedì, 24 Giugno 2019
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OPERAZIONE EDERA

Coca e marijuana dal Sud America attraverso le ‘ndrine reggine, l’"import" affidato a 4 bande

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Il porto di Gioia Tauro, uno degli scali dove arrivava la droga dal Sud America

Sono trenta le persone coinvolte nell’operazione Edera condotta  dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria, su richiesta della Dda.

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di droga. Le misure restrittive sono state eseguite nelle province di Reggio Calabria, Milano, Bergamo, Bologna e Padova; due arresti sono stati eseguiti in Olanda e altri due in Colombia e Francia.

L’inchiesta di oggi nasce da un’indagine avviata nella primavera del 2010, in prosecuzione dell’operazione “Reale” che, a più riprese tra il 2010 ed il 2015 aveva già portato all’arresto di 58 persone tra cui Giuseppe Pelle, capo della cosca “Pelle-Gambazza” e fra i boss del mandamento Jonico della ‘ndrangheta reggina.

Le indagini, svolte in collaborazione con la polizia antinarcotici colombiana, la Dea, la polizia nazionale olandese, la gendarmeria francese e la Dcsa hanno confermato ancora il particolare attivismo delle ‘ndrine di Reggio e provincia nel narcotraffico internazionale, anche in virtù della presenza di propri referenti in Sud America che mantengono contatti diretti con la Calabria.

Nel caso dell’indagine Edera, la droga era destinata alla vendita principalmente in Lombardia, ove operano articolazioni di ‘ndrangheta in collegamento con le locali dei mandamenti reggini, nonché in Veneto, grazie a stabili rapporti con boss locali.

Il primo gruppo era attivo nell’importazione di droga tramite scali aeroportuali o attraverso trasporti su gomma via Spagna, come è stato accertato con il sequestro a Ventimiglia (in Liguria), nel 2010, di un carico di 22 chili di cocaina nascosto su un camion.

La seconda banda, riconducibile alle cosche di Platì, faceva capo a Pasquale Calabria e Francesco Trimboli e smerciava all’ingrosso cocaina in Lombardia, ma anche marijuana nella provincia di Reggio Calabria. In questo contesto, nel 2011 nel Bresciano, venne sequestrato un chilo di cocaina.

La terza associazione, radicata in Calabria, aveva i suoi capi in Domenico Ficara e negli allora latitanti calabresi Santo Scipione e Domenico Trimboli. Un gruppo specializzato nell’acquisto di droga in Sud America che esportava verso il Canada e l’Italia.

Scoperta anche una quarta banda criminale, gestita da Domenico Strangio con il concorso e il finanziamento di gente collegata alle ‘ndrine di Gioia Tauro e Rosarno. Questo gruppo risultava responsabile di diverse importazioni di stupefacenti dalla Colombia e dall’Ecuador, droga che arrivava sulle coste calabresi, tra il febbraio 2011 ed il febbraio 2013, tramite gli scali portuali di Anversa (Belgio), Rotterdam (Olanda) e Gioia Tauro.

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