Lunedì, 09 Dicembre 2019
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LE INCHIESTE

Le scommesse sportive on line business nelle mani delle 'ndrine a Reggio

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“Gambling” prima (luglio 2015), “Galassia” dopo (novembre 2018): due indagini di respiro internazionale della Procura distrettuale antimafia che si intrecciano fino certificare un dato inquietante quanto oggettivo: gli interessi sempre crescenti e la conquista di giganteschi spazi in Italia ed all'estero da parte della 'ndrangheta nel business, sempre più vorticoso, collegato alla gestione delle scommesse sportive on line. Illegali, inquinate, manipolate, con la forza di drogare il mercato lecito e il fine di frodare l'Erario e lo Stato.

“Gambling” e “Galassia”, legate da un vero e proprio “file rouge”, consegnano agli analisti dell'Antimafia la poderosa ingerenza delle cosche di Archi (soprattutto) e dei rampolli della potente dinastia mafiosa dei Tegano (nello specifico).

Anche in “Galassia” - la cui indagine è stata chiusa proprio in questi giorni dai Pubblici ministeri Sara Amerio e Stefano Musolino firmando ben 51 avvisi ad altrettante persone che avranno i tradizionali venti giorni di tempo per provare a ribalta l'attuale quadro accusatorio prima di sfilare in un'Aula di giustizia per l'inevitabile Udienza preliminare - viene messo in risalto il ruolo specifico, e devastante, della 'ndrangheta: «Fatti aggravati in quanto funzionali ad agevolare - sinallagmaticamente - le attività della 'ndrangheta che si infiltrava nelle reti commerciali (le piattaforme dove si giocano le scommesse sportive), con la possibilità di riciclare ed auto-riciclare nei flussi finanziari generati dall'associazione i proventi di attività delittuose, ma anche di utilizzare le provviste accumulate nelle fasi di circolazione dei flussi economici, per finanziare ulteriori attività delittuose, nonché di accumulare diretti ed esclusivi profitti, conseguenti alla messa a disposizione di skin illegali (tra i migliori metodo per ottenere accesso al business del gioco online e delle scommesse sportive) da commercializzare, occultamente, sul territorio, a latere dei brand principali; mentre in cambio la 'ndrangheta supportava ed agevolava la distribuzione commerciale dei prodotti e servizi offerti dall'associazione a delinquere sopra descritta che cosi amplificava le sue capacità commerciali sul territorio, a danno degli altri concorrenti. Fatti aggravati in quanto l'associazione era composta da oltre dieci persone».

Tema ribadito nel quadro accusatorio sostenuto dalla Dda nei confronti di due tra i principali indagati dell'operazione Galassia, Domenico Tegano (classe 1972) e Bruno Danilo Natale Iannì (classe 1992), «quali dirigenti-organizzatori dell'associazione, con il ruolo di promotori dell'apertura di plurime sale avviate sul territorio reggino da società maltesi - ponendosi in posizione vicaria a quella di Caliò e Sestito nella rete commerciale regionale multilivello, a base piramidale, del sodalizio - nonché di gestori delle attività di raccolta illecita delle puntate su giochi e scommesse ivi svolte, e responsabili della tempestiva circolazione dei flussi economici generati dalla predetta attività delittuosa, sfruttando le relazioni criminali con la cosca “Tegano”».

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