Sabato, 22 Febbraio 2020
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L'INCHIESTA

Taurianova-Cortina, i 15 arresti per droga: la rete della marijuana nel mirino della Procura

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La prima indagine è partita dalla stazione di San Martino di Taurianova e mentre i carabinieri investigavano su Giuseppe Germanò l’inchiesta si è intrecciata con quella della compagnia di Gioia Tauro. I militari dell’Arma e la Procura di Palmi si sono resi conto che i soggetti sotto indagine erano coinvolti in entrambe le inchieste. Da qui parte l’ipotesi dell’esistenza di una pericolosa organizzazione che agiva nella Piana di Gioia Tauro per la produzione e la vendita di imponenti quantitativi di marijuana e che ha portato ieri all'arresto di 15 persone tra il Reggino e il Nord Italia.

«Il prosieguo delle attività – si legge nell’ordinanza emessa dal gip di Palmi – consentiva di accertare che Giuseppe Graziano si approvvigionava di sostanza stupefacente tramite Domenico Ascone. Si procedeva, dunque, al monitoraggio delle utenze in uso a quest’ultimo e, successivamente, del fidato collaboratore Mihai Tudor, detto Michele. Il prosieguo delle indagini consentiva di individuare l’autovettura con la quale Tudor era solito spostarsi, una Fiat Panda… che veniva, pertanto monitorata». E seguendo il percorso dell’auto del rumeno, gli investigatori giungono a individuare un vasto appezzamento di terreno in contrada Domenicani del comune di Taurianova nella disponibilità dell’ex azienda Floricola Meridionale, sottoposta a sequestro e affidata in custodia a Domenico Nava.

«Nella notte tra il 14 e il 15 luglio 2017, la polizia giudiziaria – appuntano gli inquirenti – insieme allo Squadrone eliportato cacciatori Calabria, svolgeva un servizio mirato volto a verificare cosa ci fosse all’interno delle serre frequentate da Tudor. I militari, entrati all’interno delle serre adiacenti al luogo dove Tudor solitamente parcheggiava… rinvenivano oltre 12mila piante di canapa indiana, permettendo altresì di recuperare 327 chili di marijuana già confezionata e pronta per essere immessa nel mercato». Gli investigatori sono convinti che tutto ciò sarebbe stato possibile grazie al «coinvolgimento e la collaborazione di Domenico Nava, come detto custode dei terreni della ex azienda Floricola Meridionale».

La rete dei soggetti che avrebbero partecipato ai traffici si allargava man mano che gli investigatori seguivano un indagato, intercettavano un telefono, scoprivano una nuova piantagione.

«Il monitoraggio delle utenze di Domenico Ascone – spiegano nell’ordinanza – consentiva, inoltre, di accertare che questi si relazionava frequentemente con Antonio Romeo e le conversazioni avevano ad oggetto prevalentemente la coltivazione di terreni». Ancora una volta, monitorando l’auto di Tudor, letta alla luce dei riferimenti forniti da Ascone nel corso delle conversazioni con Romeo, gli investigatori arrivano fino a contrada Furnà nel comune di Taurianova, all’interno di un fondo agricolo di proprietà di Domenico Caridi, ma in uso al figlio Francesco, arrestato in flagranza. In quel fondo, gli inquirenti scoprono una nuova piantagione di 9mila piante e oltre 105 chili di marijuana già pronta per lo spaccio.

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