Martedì, 14 Luglio 2020
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REGGIO CALABRIA

In carcere o al lavoro ma col reddito di cittadinanza, nei guai 30 residenti di Africo Nuovo

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La card del reddito di cittadinanza

Tutto fuorché con i requisiti giusti per richiedere il reddito di cittadinanza. Eppure non solo avevano presentato la domanda ma la richiesta era stata anche accetta e pagata. Con questa accusa i carabinieri hanno denunciato trenta persone residenti ad Africo Nuovo (Reggio Calabria).

L'accusa è di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. Tra i denunciati c'è anche una persona che non ha dichiarato, entro il termine dei 30 giorni, di essere sottoposto a misura cautelare. Le false attestazioni hanno portato all'Erario un danno economico pari a 90 mila euro.

L'operazione, denominata Apate (uno degli spiriti contenuti nel vaso di Pandora, che nella mitologia greca rappresenta la divinità dell’inganno), è stata avviata a gennaio dai militari della stazione locale e ha permesso di individuare i responsabili tramite l'analisi dei documenti presentati all'Inps per ottenere il sussidio.

Oltre alla persona che si trovava in stato di arresto, i carabinieri hanno denunciato anche una donna che ha omesso di riferire che il marito, sorvegliato speciale, era stato recentemente assunto in un'azienda della zona come bracciante agricolo. Tutte le persone denunciate sono residenti o domiciliate ad Africo Nuovo, piccolo comune dell'Aspromonte. I redditi di cittadinanza sono stati sospesi in attesa della revoca definitiva.

Nel dettaglio, i militari hanno provveduto dapprima a reperire, tramite l’Inps, i dati di chi percepisce il reddito di cittadinanza, nonché la relativa documentazione allegata. Successivamente, hanno analizzato il materiale acquisito (oltre 50 le domande raccolte), incrociando le informazioni con quelle ottenute dal controllo del territorio e dalle banche dati in uso alle forze di polizia.

I trenta coinvolti nell'operazione sono stati conseguentemente deferiti in stato di libertà, per aver omesso o attestato falsamente i dati che gli avrebbero impedito di percepire il reddito di cittadinanza. Sono anche stati segnalati all’Inps affinché venga loro sospesa la fruizione del beneficio.

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