Martedì, 14 Luglio 2020
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DUE ARRESTI

Falsi incidenti per truffare le assicurazioni: 71 indagati a Reggio, coinvolti anche medici

Un sodalizio criminale in grado di simulare numerosi incidenti, pianificati nei minimi dettagli attraverso un collaudato sistema di falsificazione della documentazione sanitaria, delle pratiche assicurative e di fittizie aperture di conti correnti postali e bancari.

Sono due gli arresti nel blitz congiunto di Guardia di finanza e polizia di Reggio Calabria, 71 in tutto gli indagati tra cui medici, impiegati di istituti di diagnostica, e soggetti facenti parte della criminalità reggina. I militari della locale Compagnia pronto impiego, unitamente al personale della polizia metropolitana, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale agli arresti domiciliari nei confronti di D.F., 45 anni, e G.C., 39 anni.

Entrambi sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a reati di falso materiale e ideologico commessi anche da pubblici ufficiali, accesso abusivo a sistema informatico/telematico, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona, nonché di ricettazione. Con la stessa ordinanza, inoltre, è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria nei confronti del 40enne V.N. e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un patrimonio di un valore complessivo superiore al milione di euro.

L’esecuzione delle odierne misure cautelari personali e reali rappresenta l’epilogo di articolate e complesse investigazioni - coordinate dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dirette dal sostituto procuratore Paolo Petrolo – e condotte dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria e dalla polizia metropolitana della medesima città.

L’organizzazione criminale era promossa e capeggiata dal titolare di una ditta operante nel settore dell’antinfortunistica a Reggio e faceva da base logistica del sodalizio. In esecuzione dell’odierna ordinanza applicativa, i militari e gli agenti impiegati hanno individuato i soggetti e sequestrato disponibilità finanziarie liquide e beni mobili riconducibili al promotore dell’associazione e al suo nucleo familiare pari a circa 1 milione di euro.

Tra i beni sottoposti a sequestro, oltre a un’autovettura di lusso, vi è un’abitazione a Giardini Naxos, una villa a Campo Calabro, nonché somme in contanti pari a circa 620 mila euro.

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