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REGGIO CALABRIA

Stop all'impresa che ha vinto l'appalto, le ecoballe di Sambatello nel mirino dell'Antimafia

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Giacomo Guerrisi e l'impianto di trattamento dei rifiuti di Sambatello

La gara per le ecoballe a Sambatello è ferma e non aggiudicata da settimane. È in sospeso - nonostante la grave emergenza rifiuti e l’ordinanza urgente del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà - perché la ditta che si è aggiudicata la procedura non risulta essere più iscritta nell’elenco delle “ditte bianche” della prefettura. Quelle imprese cioè che dopo gli accertamenti sono considerate estranee ad ambienti criminali o comunque non condizionate dalla ’ndrangheta.

La ditta “Ecopiana” di Girolamo Guerrisi - riporta la Gazzetta del Sud in edicola -, da modello di gestione ambientale, finisce dunque nel tritacarne e qualunque rapporto con la pubblica amministrazione deve essere interrotto o non iniziato. Guerrisi, imprenditore di Cittanova che è conosciuto in molte zone d’Italia per i suoi interventi di bonifica dell’amianto ma anche per le bonifiche generali di luoghi inquinati, a febbraio scorso aveva ottenuto l’appalto per la pulizia straordinaria delle microdiscariche di Reggio Calabria. Era pronto a gestire anche l’ulteriore servizio per superare la crisi della spazzatura che ormai da troppo tempo attanaglia la città.

Lo stesso Guerrisi è scosso dal provvedimento adottato dalla Prefettura. Impegnato nel settore della legalità e con deleghe importanti in Confindustria Reggio in tema di ambiente ed energia, l’imprenditore si è sospeso in atteso delle determinazioni della giustizia amministrativa. Allo stesso tempo si è sospeso dalla guida della società che comunque, prima di attendere l’esito del processo al Tar, potrà regolarmente continuare a lavorare con i privati ma non con la pubblica amministrazione.

C’è incredulità da parte del titolare dell’impresa che più volte ha collaborato anche con la stessa Prefettura per operazioni importanti. Era considerata, prima di questo provvedimento, una società modello nel settore. Quando a febbraio la Ecopiana era arrivata in città a fronteggiare una situazione disastrosa aveva dichiarato: «Ci siamo messi al lavoro consapevoli della difficoltà di questa sfida e delle aspettative che l’amministrazione comunale e i cittadini ripongono nel nostro lavoro, ma siamo anche mossi dall’entusiasmo di chi vuole contribuire a restituire la normalità alla città di Reggio».

Una normalità temporanea che doveva arrivare anche in quest’occasione con lo stoccaggio delle ecoballe a Sambatello nonostante il progetto sia fortemente contestato dalla popolazione residente. Ma adesso è tutto saltato. Almeno per ora non si procederà con l’assegnazione del lavoro alla stessa impresa. Adesso tocca agli uffici del settore ambiente di Palazzo San Giorgio scegliere il da farsi: chiamare la seconda ditta che aveva partecipato alla procedura d’urgenza o aspettare eventuali provvedimenti della stessa Prefettura e del Tar. Esiste quindi un altro intoppo per il Comune che in questo periodo è costretto a difendersi da diversi punti di vista e con un’emergenza spazzatura difficile da gestire e sulla quale ci sono i fari della Procura.

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