Venerdì, 26 Febbraio 2021
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Reggio Calabria, pandemia e lockdown non fermano la Guardia Costiera

I numeri della Direzione Marittima sui controlli effettuati , in mare e a terra, durante lo scorso anno. La giurisdizione su 647 km di costa rende l'attività particolarmente intensa
Reggio, Cronaca
sequestro novellame

Nonostante la pandemia, la Direzione marittima di Reggio è riuscita a mantenere costante la presenza sul territorio, in mare e a terra, anche nel periodo di lockdown, coordinando attraverso i Comandi dipendenti, da Maratea a Rocca Imperiale, tutte le attività al fine di continuar a offrire all’utenza servizi omogenei e regole conformi.
A seguito delle disposizioni sanitarie, particolare attenzione è stata rivolta al principale compito della Guardia Costiera: il soccorso in mare. Le disposizioni di sicurezza impartite hanno necessariamente trovato applicazione anche tra gli equipaggi a bordo dei mezzi di soccorso che, nonostante tutto, hanno regolarmente garantito il pronto intervento a tutela della salvaguardia della vita umana in mare effettuando oltre 120 operazioni di soccorso, portando in salvo 622 persone.
Grazie all’attenta attività di prevenzione messa in campo sin dai primi giorni della bella stagione e al monitoraggio sul comportamento degli assistenti bagnanti, l’operazione estiva “Mare Sicuro” - giunta alla 30. edizione - ha visto quest’anno ridurre notevolmente gli incidenti a mare.
Molteplici e variegate anche le attività di contrasto e controllo sull’intera filiera ittica in mare e a terra. Oltre 15.000 i controlli effettuati, atti a garantire la piena sostenibilità dell'attività di pesca nei nostri mari e assicurare la qualità del pescato che arriva sulle nostre tavole. Purtroppo i dati confermano che anche nel 2020 il fenomeno distruttivo della pesca e commercializzazione di prodotti ittici sottomisura risulta essere quello più emergente; numerose infatti sono state le operazioni di contrasto dedicate al novellame di sarda (“nannata”) e alla cattura dei pesci spada novelli, al fine di arginare questa tipologia di pesca che risulta devastante per l’ecosistema marino: 16.500 kg è l’ammontare di prodotto ittico sequestrato per mancanza di etichettatura o per cattivo stato di conservazione e 345 le sanzioni comminate per un importo complessivo di circa 770mila euro.
La vastità del territorio di giurisdizione - 647 km di costa - rende particolarmente intensa l’attività di polizia e controllo del demanio marittimo. Le operazioni #spiaggelibere e #acquelibere svolte durante il periodo estivo hanno restituito alla libera fruizione oltre 12.000 mq di arenile e specchio acqueo, gli oltre 55.000 controlli effettuati hanno portato ad elevare 1.300 verbali amministrativi e 230 notizie di reato.
Nel corso del 2020 il Corpo si è fortemente impegnato anche in favore dell’ambiente sia a livello operativo che comunicativo. La campagna “Alla natura non serve”, nata dalla collaborazione tra il Comando generale della Guardia Costiera e il Ministero dell'Ambiente, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sul corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell’ambiente marino e costiero. Inoltre le operazioni “Reti fantasma” e “Spazzamare” hanno visto i nuclei subacquei del Corpo e i diving locali impegnati, anche nelle acque calabresi, in attività di recupero delle reti da pesca e dei rifiuti abbandonate lungo i fondali marini. In materia di tutela ambientale i controlli complessivamente effettuati sono stati circa 20.000, con 93 notizie di reato e circa 40 sanzioni amministrative.

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