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'Ndrangheta, appalti, estorsioni e droga nel Reggino. Tutti i nomi degli arrestati

L'operazione Handover-Pecunia Olet ha portato a 53 ordinanze di applicazione di misure cautelari nel Reggino, di cui 44 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, detenzione, porto illegale e ricettazione di armi, estorsioni (consumate e tentate), favoreggiamento personale, aggravati dalla circostanza del metodo e dell’agevolazione mafiosa, nonché per traffico e cessione di sostanze stupefacenti (prevalentemente marijuana e hashish).

In carcere:

Pesce Savino, inteso “u pecuraru”, cl. 1963
Pesce Vincenzo, inteso “u sciorta”, cl. 1952
Pisano Bruno
Preiti Domenico
Saladino Giuseppe
Schimio Piero
Seminara Giuseppe
Tarantino Angelo
Sorrenti Tiberio, cl. 1964
Ciurleo Domenico
Consiglio Salvatore
Copelli Salvatore
Corrao Salvatore
Di Lella Nazario
Etzi Salvatore
Fedele Luca
Ferraro Giuseppe Antonio
Grasso Giovanni
Grasso Michele
Ieraci Ippolito
Loiacono Pasquale
Megna Antonio, “u paperu”
Pagano Cristian
Palaia Benito
Palaia Gaetano
Pesce Antonino, inteso “u pecura”, cl. 1982
Pesce Antonino, inteso “u materassino”, cl. 1992
Pesce Antonino, inteso “pizzolino”, cl. 1993
Pesce Antonino, inteso “Nino erre”, cl. 1991
Pesce Francesco, Gioia Tauro, cl. 1988
Pesce Rocco, inteso “u tirotta”, cl. 1971
Alessi Antonio
Alviano Marco
Bellocco Domenico, cl. 1976
Bellocco Rocco, cl. 1989
Bellocco Domenico, cl. 1980
Bellocco Domenico, cl. 1987
Bonarrigo Giacchino
Bruzzese Girolamo
Burzì Giovanni
Cacciola Giuseppe, cl. 1987
Cacciola Giuseppe, cl. 1989
Cannatà Carmine Giuseppe

Ai domiciliari:

Delisi Armando
Ferlazzo Giuseppe
Ferraro Salvatore, cl. 1992
Giovinazzo Francesco
Ieraci Francesco Antonio
Larosa Michele
Palaia Francesco Benito
Papalia Giuseppe
Pesce Giuseppe

Il prefetto: «Lavoro sinergico con le forze dell'Ordine»

La conferenza stampa tenuta dagli inquirenti per illustrare i dettagli dell’operazione Handover - Pecunia Olet, condotta da Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza, si è tenuta online ha ma ha avuto come «location» il salone degli Stemmi della Prefettura di Reggio Calabria, dove il prefetto Massimo Mariani ha ospitato i magistrati e gli esponenti delle forze dell’ordine. Il prefetto si è detto felice e orgoglioso di ospitare la conferenza stampa perché «la presenza delle varie componenti della squadra Stato a questo tavolo dimostra come il nostro sia un lavoro compatto e sinergico, che poi è quello che ci vuole in una realtà come quella di Reggio Calabria in cui la nostra compattezza e sinergia è commisurata alla difficoltà e alla complessità della sfida che ogni giorno dobbiamo affrontare seppure ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali».
«Ringraziato il procuratore Bombardieri e la Procura di Reggio Calabria - ha aggiunto il rappresentante di governo - per l’eccezionale lavoro e non solo per il risultato di oggi ma per i risultati conseguiti fin dai primi mesi di quest’anno che testimoniano l’impegno di ciascuna componente dell’autorità giudiziaria per cercare di restituire questo territorio fortemente condizionato dalla presenza pervasiva della 'ndrangheta, a condizioni di vivere civile». Alla conferenza hanno partecipato il procuratore capo Giovanni Bombardieri, il procuratore aggiunto Gaetano Paci, il questore Bruno Megale, i comandanti provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza, rispettivamente i colonnelli Marco Guerrini e Maurizio Cintura, il capo della Squadra Mobile Francesco Rattà, il comandante del Ros di Reggio Calabria, tenente colonnello Pasquale Sasso Iovene e il comandante del Nucleo Pef della Guardia di Finanza, colonnello Marco Marricchi.

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