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POLIZIA

Reggio Calabria, sequestrate due pompe funebri di proprietà di un presunto boss

Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Diego Rosmini, in quanto presenta una condizione reddituale e finanziaria incompatibile con il patrimonio accumulato e con il tenore di vita condotto

La Dia di Reggio Calabria ha eseguito il sequestro del 50% delle quote della «San Giorgio Srl» in liquidazione volontaria, e la totalità delle quote della «Onoranze funebri San Giorgio di Casili Bruna».
Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, e del sostituto della Dda, Sara Amerio, nei confronti di Diego Rosmini, detto «Dieguccio Ricarica», ritenuto esponente di spicco dell’omonima cosca di 'ndrangheta.

"Dalle risultanze degli accertamenti svolti nonché dall’analisi complessiva delle movimentazioni economico-finanziarie in entrata e in uscita - è scritto nelle motivazioni alla base del provvedimento - emerge come Diego Rosmini e i componenti del suo nucleo familiare presentino una condizione reddituale e finanziaria incompatibile con il patrimonio accumulato e con il tenore di vita condotto». Sequestrata anche un’auto di proprietà del presunto boss.
Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal giudice Ornella Pastore, secondo cui, dalle indagini nei confronti di Rosmini, «è emersa una sperequazione finanziaria, tra i redditi percepiti e le spese sostenute, quantificabile in 30 1mila euro nell’arco temporale compreso tra il 2003 e il 2019».

In sostanza, dopo le interdittive antimafia emesse nel 2015 dalla prefettura nei confronti della «San Giorgio Srl» e dopo il rigetto del ricorso al Tar presentato dalla moglie, il boss stava avviando un’altra agenzia di pompe funebri con la quale avrebbe voluto continuare l’attività. Arrestato nel 2010 nell’ambito dell’operazione «Alta tensione», secondo la Dda, anche in epoca successiva Diego Rosmini ha «continuato a tenere le redini della consorteria». Di lui hanno recentemente parlato quattro collaboratori di giustizia: i fratelli Antonino e Daniele Filocamo, Federico Greve e Pino Liuzzo. Quest’ultimo, rispondendo alle domande del pm Walter Ignazitto, ha spiegato che «Dieguccio Ricarica» sarebbe quello che ha le pompe funebri a nome della moglie. Tutti i locali di Reggio Calabria, dove ci sono pompe funebri, o fanno parte alla cosca o sennò devono dare un contributo. Non mi ricordo se erano 600 euro. Quella di Dieguccio e Casili è la ditta dei Rosmini».

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