Mercoledì, 01 Dicembre 2021
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INDIGNAZIONE

Anna Falcone con Mimmo Lucano: "Fuori gli sciacalli dalla nostra terra"

"La sola imperdonabile colpa di Mimmo Lucano è quella di aver aiutato gli ultimi, i più derelitti, quelli che gli altri usano come bersagli di odio o di sfruttamento"

"Per Mimmo Lucano, per i calabresi, per tutte le donne e gli uomini liberi!". Comincia così la lettera aperta con la quale Anna Falcone, "calabrese libera" definisce la sentenza di ieri come "una pagina nera per la Calabria e per tutto il Paese"

"Altro che 'le sentenze non si commentano' - continua Falcone. Guai a chi non faccia sentire forte la propria indignazione verso una legislazione che, in violazione del principio personalista, solidarista e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, sanciti in Costituzione, criminalizza l'accoglienza, la solidarietà e il dovere morale di restare umani. Guai a chi, nascondendosi dietro l’ipocrisia del 'no comment' non sollevi tutti i dubbi del caso avverso una sentenza che raddoppia gli anni di carcerazione richiesti dalla pubblica accusa e commina una sanzione pecuniaria impossibile da pagare per un uomo che ha sempre speso tutte le sue energie per gli altri e che non si è mai arricchito, non ha mai tratto alcun profitto personale dai suoi ruoli pubblici, nelle mille battaglie combattute per i più fragili, a differenza di altri impresentabili che ancora circolano negli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, o in prima persona, o tramite le facce di sodali e parenti!

La sola imperdonabile colpa di Mimmo Lucano è quella di aver aiutato gli ultimi, i più derelitti, quelli che gli altri usano come bersagli di odio o di sfruttamento. E l’accanimento verso Mimmo Lucano nasce proprio dall’aver dimostrato, con l’esempio della sua Riace, i frutti dell’integrazione solidale, la rinascita che può derivarne per i nostri borghi e la nostra società vecchia ed egoista! Del resto accogliere, aiutare, tendere non una, ma due mani, è quello che noi calabresi facciamo da sempre, da secoli! Perché la storia della Calabria è una storia di eretici, di esuli, di minoranze scacciate, perseguitate, bandite e accolte nella nostra terra, dove tante popolazioni, tanti “stranieri” hanno trovato asilo, portando ricchezza e umanità. La stessa che esportiamo nel mondo. Tante etnie, tante fedi, tante culture in Calabria hanno, nel corso della Storia, messo radici, crescendo da uomini liberi e nelle loro comunità, di cui ancora oggi conservano lingua, usi e costumi, da cittadini perfettamente integrati, non da stranieri.

In Calabria nessuno è straniero! E nessuno potrà mai da noi essere considerato un 'criminale' per il solo fatto di essere nato altrove, di essere povero, di essere ultimo, o per aver aiutato un suo fratello, una sua sorella in cerca di diritti e libertà. Perché se così fosse, saremmo tutti pericolosi criminali o potenziali tali!
Siamo e resteremo terra di accoglienza contro ogni legge ingiusta e contro ogni becera propaganda. Se ne faccia una ragione il vergognoso Nino Spirlì da Taurianova che, contro ogni decenza, viene riproposto alla Vicepresidenza della Regione Calabria, senza aver avuto il coraggio di presentarsi al giudizio degli elettori. Il calabrese che nell'ultimo anno più di ogni altro ha fatto danno alla Calabria e ci ha fatti vergognare per la sua disastrosa inadeguatezza, si permette di “sentenziale” anche oltre il dispositivo dei giudici, attaccando l’uomo che a livello internazionale ha rappresentato il cuore e l'anima della Calabria migliore! Siamo oltre lo sciacallaggio più bieco!

No, non basta più dichiarare la nostra solidarietà a Mimmo Lucano: occorre denunciare la profonda ingiustizia, i fortissimi dubbi di costituzionalità nell’abuso dello strumento penale nella materia dell’accoglienza e dell’immigrazione e il palese contrasto fra le leggi che lo condannano e gli uomini, le donne, i bambini che gli devono la vita, la dignità, la libertà.

Perché la vicenda di Mimmo Lucano segna uno spartiacque: è un sussulto delle coscienze a che farà scegliere ai calabresi (e non solo!) da che parte stare. Perché una politica seria di fronte a leggi ingiuste, combatte! Nelle sedi istituzionali e nelle forme date dalla Costituzione, ma combatte! Non si arrende, non si piega come tanti, troppi vassalli che hanno il coraggio di chiedere il voto per renderci ancora più schiavi di quanto non siano loro! Per questo combatteremo una normativa che, da Minniti a Salvini, criminalizza l'accoglienza e la solidarietà. Noi siamo, senza se e senza ma, con Mimmo Lucano, dalla parte degli ultimi, dalla parte dei giusti fra gli uomini, dalla parte di esperienze, come quella di Riace, che sono e restano i simboli del riscatto sociale, politico e morale della nostra terra. Un esempio per tutti noi e per l’intero Paese. Non ce li toglierete mai!"

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