Lunedì, 06 Dicembre 2021
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NUBIFRAGIO

Rosarno, disposta una verifica negli immobili da sgomberare

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Dopo il crollo del muro di sostegno del palazzo in via Pitagora

Importanti novità si registrano riguardo agli interventi in fase di attuazione e di programmazione per scongiurare il rischio di collasso del palazzo a 4 piani di via Pitagora, in conseguenza del nubifragio abbattutosi su Rosarno la sera del 15 gennaio scorso, che ha causato il crollo del muro di sostegno dell’immobile, con estensione del rischio anche ad alcune palazzine adiacenti. A darne comunicazione sono i commissari straordinari Giannelli, Mancuso e Buda, che, ingaggiando una lotta contro il tempo prima che altri nubifragi aggravino ancor di più lo stato geomorfologico del declivio collinare, si stanno adoperando per giungere nel più breve tempo possibile alla soluzione delle complesse problematiche, secondo quanto emerso durante l’incontro tenuto la scorsa settimana a Reggio Calabria, presieduto dal prefetto Massimo Mariani. "Ispirandoci al principio di massima precauzione – ha dichiarato il viceprefetto Giannelli – andremo a chiedere a tutti coloro i quali ancora non avessero abbandonato le abitazioni di lasciarle o comunque non utilizzarle per lo svolgimento di attività commerciali. Abbiamo pertanto avviato un’interlocuzione diretta con gli interessati, ai quali offriremo l’opportunità di trasferirsi presso un residence che abbiamo individuato in San Ferdinando oppure scegliere di prendere in fitto un’abitazione privata, riconoscendo loro un contributo economico per tre mesi, eventualmente allungabile in relazione a quanto si deciderà di fare, se abbattere quella struttura o recuperarla, in base alle complesse verifiche tecniche in corso di attuazione. Pertanto martedì prossimo effettueremo, e di questo abbiamo già informato la Prefettura, una verifica all’interno degli immobili che già da gennaio avrebbero dovuto essere liberati. Se dovessimo trovare qualcuno ancora dentro – conclude Giannelli – lo inviteremo caldamente ad andare via, a salvaguardia della propria incolumità, e a trasferirsi negli alloggi messi a disposizione o in case prese in affitto».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

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