Venerdì, 20 Maggio 2022
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GUARDIA DI FINANZA

Reggio Calabria, sequestrati beni per oltre 3 milioni di euro a un imprenditore legato alla cosca Tegano

L'uomo era già coinvolto nelle operazioni "Il Padrino”, con condanna di 8 anni, e “Gotha”, per la quale è stato condannato, in primo grado, a dieci mesi di reclusione

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e personale della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore, dott. Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone il sequestro di compendi aziendali, beni immobili, beni mobili, denaro contante, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità - per un valore complessivo stimato in oltre 3 milioni di euro - riconducibili a un imprenditore reggino.

Si tratta di Giovanni Pellicano, condannato in via definitiva a 8 anni di reclusione nell’ambito del processo «Il Padrino» per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pellicano è ritenuto vicino alla cosca Tegano del quartiere Archi ed è stato coinvolto anche nel processo «Gotha» dove è stato condannato, in appello, a 10 mesi di carcere per minaccia aggravata dal metodo mafioso. Il sequestro è stato disposto dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri. I sigilli hanno riguardato compendi aziendali, beni immobili, beni mobili, denaro contante, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità riconducibili all’imprenditore. Le indagini della Questura e della Guardia di finanza hanno delineato il profilo di pericolosità sociale «qualificata» di Giovanni Pellicano. Gli inquirenti hanno ricostruito i suoi patrimoni il cui valore era sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi. Tra i beni sequestrati anche 600mila euro in contanti che la polizia ha trovato a carico del figlio in seguito a un controllo su strada. Il denaro era occultato nella cabina di un automezzo adibito al trasporto di animali. Secondo la Dda, quei soldi sono riconducibili a Giovanni Pellicano.

Dopo aver delineato il profilo di pericolosità sociale “qualificata” del proposto - ad opera dell’Ufficio M.P. della Questura - l'attività investigativa - svolta dal G.I.C.O. e dal Gruppo della Guardia di Finanza - è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali, dirette o indirette, effettuate nell’ultimo trentennio, accertando - attraverso una complessa, articolata e minuziosa attività di accertamento e riscontro documentale - i patrimoni dei quali il medesimo risultava disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era significativamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi.

Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, allo stato del procedimento e impregiudicata ogni diversa successiva valutazione da parte dell’A.G. giudicante, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile all'imprenditore, per un valore complessivo stimato in oltre 3 milioni di euro, tra i quali oltre 600.000 euro in contanti rinvenuti dalla Polizia di Stato a carico del figlio, ma riconducibili allo stesso, a seguito di un controllo su strada, occultati nella cabina di un automezzo adibito al trasporto di animali.
L’attività di servizio in rassegna testimonia ancora una volta l’elevata attenzione della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia che continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.

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