Martedì, 05 Luglio 2022
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DATI PARADOSSALI

Reggio, opere pubbliche a serio rischio

di
Aumento dei prezzi e troppe gare deserte: l’Ance suona il campanello d’allarme
Reggio, Cronaca
Michele Laganà

Alla luce degli oggettivi squilibri di mercato prodotti dall’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime e delle forniture in concomitanza con l’attuale fase di lancio dei programmi di investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), Ance Reggio Calabria ha analizzato i dati sui bandi pubblici di lavori e sugli esiti di gara tratti dalla piattaforma telematica Informatel con riferimento al territorio calabrese per il triennio 2020-2022.
«Le analisi dei nostri uffici sulle gare di appalto pubbliche bandite sul territorio regionale nell’ultimo triennio – dichiara il presidente di Ance Reggio Calabria, Michele Laganà – evidenziano, nel primo trimestre del 2022, dati paradossali. Da un lato si registra la crescita eccezionale dell’ammontare di risorse economiche messe a gara, che per la Calabria passano da circa 230 milioni di euro dell’anno 2020 ai circa 383 milioni di euro dell’anno 2021 per giungere ad oltre 1 miliardo e 22 milioni di euro per le gare pubblicate nei soli primi mesi dell’anno 2022; dall’altro, sul versante degli esiti di gara, si registra il netto aumento del numero di gare deserte o non aggiudicate che passa dal 4,97% del 2020 al 7,61% rilevato per i primi mesi del 2022 con un corrispondente peggioramento dell’ammontare di risorse non impiegate che passano dal 7,52% del 2020 al 18,62% del 2022».
«Questo dato, di per sé allarmante – precisa Laganà –, deve essere letto anche alla luce della sostanziale stabilità dei ribassi vincenti che restano pressoché costanti nel triennio e sempre intorno al - 25% in media. Si tratta di segnali preoccupanti da seguire con attenzione. È di tutta evidenza, infatti, l’impossibilità di realizzare opere pubbliche che pure nel migliore dei casi. ovvero nel caso di prezzari di riferimento aggiornati, secondo il centro studi di Ance nazionale sottostimano i prezzi di riferimento rispetto agli effettivi valori di mercato di una percentuale compresa tra il 20 e il 30%».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

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