Martedì, 04 Ottobre 2022
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L'ALLARME

Sanità, sindaco Locri: rinuncia primario sconcertante

Reggio, Cronaca
Il sindaco di Locri Giovanni Calabrese

«E' una vicenda a dir poco, sconcertante. Un segnale pericoloso che, ancora una volta, si abbatte sul nostro territorio e sul nostro ospedale in poco tempo. La rinuncia del dottore Fulvio Furci, vincitore di concorso pubblico, al posto di primario di ortopedia, è davvero sconcertante, anche se non è il primo caso che si verifica». Lo ha detto, parlando con l’Agi, il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Ieri il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, aveva criticato l’ordine dei medici di non essersi espresso sulla vicenda. Da settimane la sanità calabrese è nell’occhio del ciclone, dopo che la Regione ha deciso di stipulare un accordo che permetterà a 500 medici cubani di lavorare negli ospedali della Calabria al fine di sopperire alla carenza di personale.
«Già altri primari, prima del dottore Furci - dice il sindaco - hanno rinunciato all’incarico, tant'è che l’organico è davvero ridotto al lumicino e con ricadute assolutamente negative per i cittadini e per l’immagine stessa del nostro territorio. Il dottore Furci è originario di Cittanova, un territorio molto vicino a Locri, e conosce molto bene il territorio, non viene da fuori Calabria insomma, tant'è che ho assunto l’iniziativa personale di contattarlo per rassicurarlo, per spiegargli che la comunità che rappresento gli è assolutamente vicina, sarà al suo fianco. Ripeto, all’ospedale di Locri mancano molti primari, nonostante fossero stati regolarmente selezionati, per rinuncia postuma, con tutte le ricadute negative, gli imprevedibili cortocircuiti istituzionali, come si legge in questi giorni. Io credo - conclude - che sia quanto mai necessario che tutte le istituzioni impegnate in questa battaglia debbano assumere un atteggiamento unitario, affinchè si interrompa questa spirale velenosa e Locri ed il suo circondario possano, finalmente, potere contare su una piena ed efficace sanità, vicina alle popolazioni, come è stato nel passato».

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