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Reggio, basket in lutto: è morto Cesare Sant’Ambrogio

Reggio, Cronaca
Cesare Sant'Ambrogio

Lutto nel mondo del basket di Reggio Calabria: è morto a 65 anni Cesare Sant’Ambrogio. Oltre ad essere cestista nonché allenatore, Sant’Ambrogio aveva dedicato tutta la sua vita alla pallacanestro non solo nella città dello Stretto ma anche in Sicilia. Era infatti molto noto a Barcellona Pozzo di Gotto dove aveva giocato negli anni '80. Dopo aver lasciato il parquet, si era dedicato al settore giovanile e aveva creato il famoso Trofeo Sant’Ambrogio in memoria del fratello Mario. Moltissimi in queste ore gli attestati di cordoglio da parte dello sport calabrese e siciliano ma anche di semplici appassionati che lo conoscevano e apprezzavano le doti sia sportive che umane.

Il cordoglio

“La Pallacanestro Viola, scossa per l’improvvisa scomparsa di Cesare Sant’Ambrogio, esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia. Cesare - si legge in una nota della Pallacanestro Viola - ha vestito la maglia neroarancio ed è stato un pilastro del basket reggino e non solo. Alla palla a spicchi, alla cultura della sua diffusione tra i giovani, si è dedicato con grande capacità e professionalità, impegno e dedizione assoluti per tutta la vita. Ciao Cesare, riposa in pace”.

Anche l'amministratore della Viola Reggio Calabria, Aurelio Coppolino, su Facebook ha espresso cordoglio per la morte di Sant'Ambrogio: "Hai amato la vita ed il gioco onorando con esso la tua famiglia attraverso quel Trofeo simbolo internazionale di genuina passione e competenza. Mi sei stato vicino in un periodo delicato e lo stesso ho provato a fare io. Hai combattuto come un guerriero. Ciao Cesare".

Cordoglio pure del vicepresidente Asi (Associazioni sportive e sociali italiane), Giuseppe AglianoAnche Cesare ci ha lasciati. Sono rattristato e addolorato. Ci conoscevamo da 40 anni, prima “avversari” sui campi di pallacanestro, poi colleghi d’ufficio. Nonostante la diversità di visione politica, fra noi c’era un grande rispetto che con il tempo è diventato vera amicizia. Mi mancherà la tua sottile ironia e la tua disarmante simpatia. Conserverò gelosamente il tuo libro di poesie che mi hai regalato il giorno del tuo pensionamento e nel rileggerne qualcuna ti rivolgerò un pensiero affettuoso. Ciao “camerata Sant’Ambrogio”, come scherzosamente ti rispondevo quando tu incontrandomi mi salutavi con “ciao compagno Agliano”. Che la terra ti sia lieve. R.i.p. Esprimo alla famiglia i sentimenti del mio profondo cordoglio".

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