Sabato, 04 Febbraio 2023
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LA POLEMICA

Medicina a Reggio, dal sogno alla delusione

Enzo Vitale ricostruisce la storia della mancata apertura della facoltà all’Università Mediterranea

La facoltà di medicina è un argomento di dibattito che si sta allargando. La ricostruzione storica da parte di Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, che in quel periodo ne seguì personalmente l’iter è chiara: «All’Università della Calabria parte Medicina. Il Rettore sottolinea che si tratta di “una svolta storica a beneficio della sanità territoriale”. A Catanzaro, ma c’era da aspettarselo, non sono affatto d’accordo: una volta strappato l’ok, come al solito ai danni di Reggio, e appropriatasi di un nome che non le spettava (con la Magna Graecia la cittadina di Catanzaro con ha nulla a che vedere) ora teme di perdere, cosa che avverrà, circa la metà dei suoi iscritti. Eppure, una ventina di anni fa, Reggio è stata sul punto di ristabilire diritti e primogeniture con la creazione di un suo polo autonomo di scienze mediche alla sua Università Mediterranea. Posso testimoniare nei dettagli quanto accaduto avendo seguito nei minimi particolari tutto l’iter».
«Tutto nasce nei primi anni 2000 a seguito di un mio privilegiato rapporto con un professore di ingegneria del Politecnico di Milano, Franco Maria Montevecchi, docente di ingegneria biomedica. La disciplina era allora agli albori in Italia e si caratterizzava da un percorso scientifico a cavallo tra le scienze mediche e quelle ingegneristiche. Una sera a cena a Milano nasce l’idea di proporre alla Mediterranea l’istituzione di un corso di laurea in Ingegneria biomedica. Detto fatto. Di lì a poco sul tema si organizza un incontro a Reggio: il rettore fu entusiasta dell’iniziativa e il preside anche; il direttore amministrativo Giovanni Cantio non ebbe nulla da eccepire. Dopo un anno di preparazione, parte così un master di secondo livello in ingegneria biomedica, con docenti medici ospedalieri e professori della Mediterranea e del Politecnico di Milano. La partnership reggino-meneghina era chiaramente propedeutica all’istituzione di un corso di laurea in ingegneria biomedica e clinica oltre che funzionale alla creazione di corsi di laurea in scienze mediche e infermieristiche, un cui abbozzo era già esistente in ospedale».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

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