Venerdì, 03 Febbraio 2023
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LA LETTERA

"Caro presidente Mattarella... intervenga per il Pantano di Saline a Reggio"

Francesco Ielo, dodicenne di Reggio, “racconta” le meraviglie di un’oasi naturalistica unica, degna di tutela e valorizzazione

Una lettera aperta che trabocca di passione e palesa una competenza e una proprietà di argomentazione davvero fuori dal comune, considerato che chi l’ha scritta ha appena 12 anni. Una lettera ambiziosa anche, come il suo destinatario: nientemeno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A spedirla è stato Francesco Ielo, di Reggio Calabria, che nutre il sogno della maggiore tutela e valorizzazione dell’oasi naturalistica del Pantano di Saline Joniche. Battaglia sostenuta in un’ottica di più ampia prospettiva, toccando temi di portata globale come l’inquinamento ambientale. E non senza una giusta “stoccata” a chi in nome di un ambientalismo estremo, si spinge a distruggere opere d’arte o siti di interesse culturale.
Scrive Francesco: «Carissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, sono Francesco Ielo, ho dodici anni e le scrivo da Reggio Calabria. Il motivo di questa lettera è che al giorno d’oggi molte specie di animali e piante, sia comuni che esotiche, stanno scomparendo a causa dell’inquinamento e dello sterminio causato da pescatori e cacciatori di frodo, bracconieri, trafficanti, agricoltori, pastori, e molti altri. Prima di continuare con la lettera vorrei precisare che ci tengo ad agire in modo efficace e concreto chiedendo educatamente al Presidente della Repubblica Italiana aiuto, rispetto a come fanno, invece, alcuni ambientalisti che senza successo rovinano opere di valore artistico e culturale italo-europeo».
«Detto ciò, proseguo citandole il pantano di Saline Joniche (area protetta in gestione del Wwf), uno degli ultimi esempi di ecosistema favorevole alla vita di molte specie di animali e piante. È molto importante come zona, – spiega Francesco – perché conta un sacco di specie di animali fra cui pesci, mammiferi e uccelli tra cui lo svasso piccolo, un anatide molto raro che al giorno d’oggi è in via d’estinzione.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

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