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Il Csm archivia il procedimento contro il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Stefano Musolino

Aveva partecipato come relatore a un evento dell’associazione No Ponte

Stefano Musolino

«Non si ravvisa alcun rischio di concrete ricadute pregiudizievoli sull'esercizio delle funzioni giudiziarie da parte del magistrato». Lo scrive il Csm archiviando la pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura democratica. Su proposta dalla prima commissione, il Plenum ha approvato con 18 voti a favore, 5 contrari e 2 astenuti la delibera di archiviazione. La pratica era stata aperta su richiesta delle consigliere laiche di Lega e FdI per la partecipazione di Musolino come relatore ad un evento dell’associazione No Ponte.

Ad astenersi la prima presidente della Corte di Cassazione Margerita Cassano e il consigliere laico Michele Papa. Tra i cinque voti contrari ci sono quelli delle due consigliere laiche del Csm Isabella Bertolini (Fratelli d’Italia) e Claudia Eccher (Lega) che avevano chiesto l’apertura di una pratica nei confronti del magistrato calabrese in relazione ai contenuti di un intervento dello stesso, in qualità di relatore, all’evento del 19 ottobre 2024 al Centro sociale culturale «Nuvola Rossa» di Villa San Giovanni, organizzato dal movimento «No Ponte» e volto ad approfondire tematiche relative al ddl «Sicurezza».

In quell'occasione, Musolino si era soffermato sui temi di giustizia: «Siamo molto preoccupati - sono le frasi contestate al segretario di Md -, esiste un problema di gestione del dissenso che non può essere affrontato attraverso strumenti penali; stiamo vivendo un momento in cui si presentano davanti a noi scelte molto importanti. I conflitti possono essere deleteri se non si basano sul rispetto reciproco delle posizioni e possono invece essere molto fruttuosi se vengono gestiti e governati. Ma per farlo, non si può ricorrere allo strumento penale. Non si possono inventare nuove norme per radicalizzare il dissenso e, addirittura, criminalizzarlo».

Approvata dopo la relazione del consigliere Tullio Morello di Area e dopo un lungo dibattito, nella delibera c'è scritto che, in merito all’ipotesi di trasferimento per incompatibilità ambientale, la condotta del magistrato Musolino «esula dai profili di competenza della prima commissione, poiché si tratta di un’espressione del diritto di manifestazione del pensiero». Diritto nell’ambito del quale rientra, secondo il Csm, anche la partecipazione di Musolino alla trasmissione «Piazza Pulita» su La7 dove il magistrato ha affermato che «non esiste un’imparzialità come condizione pre-data, come stato del magistrato. L’imparzialità è qualcosa verso cui si tende... perché invece quelli che sono un po' più dissenzienti verso le politiche del governo rischiano di non esserlo più». Frase questa che - c'è scritto nella delibera di archiviazione - «non appare idonea a recare pregiudizio all’imparzialità ed indipendenza nell’esercizio della funzione giudiziaria».

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