Mercoledì, 01 Dicembre 2021
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IL 19 E 20 AGOSTO

Andiamo a incontrare Euripide. Sarà a Portigliola

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Presentato lo spettacolo “Tesmoforiazuse”, in scena nel teatro greco-romano

Se nei prossimi giorni, girando per le vie principali di Portigliola – il piccolo centro collinare distante 6 chilometri dal parco archeologico di Locri – doveste imbattervi in Euripide non vi preoccupate. È lì per lavoro. Il 19 e 20 agosto, infatti, sarà al centro della scena nel magnifico teatro greco-romano per la messa in scena delle “Tesmoforiazuse”, alias “La Festa delle donne” (adattamento di Maria Pia Battaglia). A Palazzo Alvaro, sede reggina della Metro City, si è svolta la presentazione di questa produzione targata “Scena Nuda”, la compagnia teatrale che ha dato vita all’allestimento artistico insieme a “Fatti non foste” con la regia dell’attrice Elisabetta Pozzi.

Quello che si svolgerà nell’antica cavea di Portigliola sarà l’acme di un percorso artistico cominciato oltre due mesi fa con la presenza dell’intera compagnia formata da 18 attori e 3 tecnici che hanno vissuto in simbiosi con la gente del posto per contaminarsi e contaminare realizzando dei laboratori artistici. L’idea scenica che sta dietro una delle commedie meno note di Aristofane è spiegata dalla regista: «Le donne, riunitesi in occasione delle Tesmoforie, le feste in onore di Demetra e Persefone, decidono di mettere a morte Euripide, colpevole di aver parlato male di loro nelle sue tragedie. Il grande poeta tragico dovrà dunque usare ogni astuzia per salvare la pelle».

Con questa rappresentazione si dà vita a un’opera antica che parla della terra di oggi nel luogo in cui il mito è parola vivente nel bene e nel male: «Attraverso un lavoro collettivo e laboratoriale – continua Elisabetta Pozzi – che ha coinvolto artisti, allievi e studiosi di questa terra abbiamo immaginato un mondo in continua tensione tra passato e presente».

Lotta al pregiudizio e agli stereotipi, dunque, ma anche lotta all’immobilismo e alla rassegnazione. Il “sindaco-zappatore” di Portigliola Rocco Luglio – che ha vissuto con gli artisti in questi mesi e ha collaborato fisicamente alla pulizia della cornice archeologica – ne è convinto: «Guardiamo a Siracusa e all’economia che gira intorno al suo teatro. Perché non provarci anche nella Locride?».

Teresa Timpano, l’anima di “Scena Nuda”, ha evidenziato come questa coraggiosa iniziativa «viene dopo un periodo buio per il settore dello spettacolo. Siamo riusciti a realizzare un progetto insieme a una grande artista, Elisabetta Pozzi, e ad altri artisti che provengono da tutto il territorio italiano e rappresentano il teatro in tutte le sue accezioni».

Ha aggiunto l’attrice Francesca Ciocchetti: «Portiamo avanti una specie di follia e anche un sogno. Abbiamo affrontato una vera e propria tragedia, con l’ansia del futuro e chiedendoci come potremo essere utili a questo Paese con il nostro professionismo». L’istituzione pubblica sostiene con convinzione questa iniziativa. Il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà ha lodato «l’ostinazione e la caparbietà di chi investe in cultura», mentre l’assessora reggina Irene Calabrò ha concluso: «Scena Nuda ha dimostrato di aver saputo valorizzare e contaminare la nostra realtà con proposte attrattive. Questo è il miglior biglietto da visita della città e della Calabria».

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