Domenica, 25 Ottobre 2020
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LO STUDIO

Coronavirus, a Reggio il secondo buono spesa più "ricco" d'Italia

Dai 150 euro di Milano ai 560 di Verona, passando per i 450 di Reggio Calabria. «Significative differenze» a livello territoriale emergono da uno studio sui buoni spesa pubblicato su opencalabria.com da Francesco Aiello, professore ordinario di Politica economica all'Unical.

Lo studioso ha esaminato i criteri adottati dai Comuni per determinare l'ammontare dei buoni spesa legati all'emergenza coronavirus. L'esito è che situazioni simili sono trattate in modo diverso a seconda del centro di residenza. Differenze anche all'interno della stessa area e della stessa regione. «Era un risultato prevedibile - osserva Aiello - poiché, data l'emergenza e l'assenza di linee guida, i Comuni hanno agito in autonomia. Una ragione del fatto di non aver usato criteri simili poteva essere l'eccezionalità del caso in esame e la necessità di dover essere rapidi nell'erogazione degli aiuti ai più bisognosi».

L'esito di questa verifica è una forte differenziazione dei contributi erogati dai comuni ai meno abbienti, con l'importante l'implicazione che situazioni simili danno luogo a trattamenti differenziati. Lo stato di povertà e di disagio determinato dal coronavirus “vale” in modo diverso a seconda del comune di residenza. Le differenze dei buoni spesa non seguono le differenze territoriali della spesa alimentare rilevate dall'ISTAT, perchè nel caso dei buoni spesa Covid molte differenze si riscontrano anche all'interno delle stesse aree o delle regioni.

Secondo il monitoraggio di Aiello, a Milano una famiglia che è in emergenza alimentare riceve 150 euro se è composta da 1 fino a 3 membri e 350 euro se ha 4 o più componenti. Se vivi a Bologna in una famiglia di 5 persone ricevi un buono spesa di 500 euro che è uguale a quello previsto, per esempio, a Genova e a Torino, ma maggiore di ben 150 euro di quello che otterrà una famiglia milanese. A Firenze la stessa famiglia percepisce 427 euro, a Reggio Calabria 600 euro, a Catanzaro 500, mentre a Bari, Cosenza, Crotone il contributo è pari a 400.

Considerando che la media dei componenti di una famiglia italiana è pari a 2.7, il valore massimo (560 euro) è previsto da Verona, seguito da Reggio Calabria che, alle famiglie con tre componenti, eroga 450 euro. In Calabria, tra le città analizzate, Vibo è quella che assegna l'aiuto più basso (210 euro). A Corigliano Rossano, Cosenza e Rende l'importo è 240 euro, a Lamezia Terme 280 (che possono diventare 336 se uno dei tre componenti è un bambino di 0-6 anni, oppure un portatore di handicap o di patologie croniche). Alla famiglia media con 3 persone, Catanzaro eroga 300 euro, così come Crotone.

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