Venerdì, 22 Ottobre 2021
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L'INTERVISTA

Reggio Calabria, lo Stretto... anche in musica

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L’installazione sonora permanente di Teho Teardo accompagna l’esperienza di “Opera”. Il compositore: «Le note aprono altre possibilità di percezione». Così la creazione di Tresoldi conquista la scena sul lungomare

“Opera” è un monumento alla contemplazione che celebra la relazione tra il luogo e l'essere umano, le musiche di Teho Teardo ne raccontano la fusione attraverso un disegno sonoro. Il matrimonio perfetto tra scultura, architettura e musica si celebra sul lungomare di Reggio, dove ormai un anno fa è stata inaugurata l’immaginifica creazione di Edoardo Tresoldi e adesso l’installazione sonora del compositore e sound designer Teardo – inizialmente pensata solo per la cerimonia d’apertura – diventa permanente.
Tablet o smartphone, bastano un dispositivo informatico e un codice per entrare nella magia con vista sullo Stretto: l’installazione musicale è fruibile dai visitatori direttamente sul posto attraverso la tecnologia Qr code. La “colonna sonora” si articola nei diversi momenti della giornata: mattino, tramonto e notte. Cambiano atmosfere e suggestioni, ma l’esperienza si muove sempre sul fil rouge della relazione contemplativa attraverso il linguaggio architettonico classico e la trasparenza della materia assente, espressa tramite la rete metallica utilizzata da Edoardo Tresoldi.
«La musica – spiega Teardo – apre altre possibilità di percezione e non è un mero accessorio di decoro sonoro di una installazione. È un’indagine di un rapporto tra ciò che vediamo e sentiamo, è una questione planetaria di cui nessuno dovrebbe dubitare. Ho effettuato alcune registrazioni ambientali di notte, mentre “Opera” era ancora in fase di costruzione. Mi servivano delle registrazioni del luogo che la ospitava, quello spazio sonoro così stratificato che le colonne fendono con la loro trasparenza. Sono partito da quei suoni per comporre tutta la musica. Ho cercato di capire che suono dovesse avere partendo da quelle registrazioni effettuate in loco. Si tratta di ascoltare cosa già c’è, mettersi in ascolto. Forse – conclude il compositore – non si chiede qualcosa di analogo anche all’architettura quando un nuovo elemento va inserito in un contesto preesistente?».
«L’idea – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura, Irene Calabrò – è fare quella di fare di un luogo fisico un’opera d’arte viva e in continua evoluzione, grazie all’empatia del colonnato, alla suggestione dello Stretto ed alla mutevole sensazione di bellezza che ispira il visitatore, oggi arricchita da un sottofondo sonoro». L’impianto è stato autorizzato e condiviso con la Soprintendenza E tassello dopo tassello l’affaccio a mare di Reggio si arricchisce di variegati centri d’attrazione. «A un anno dall’inaugurazione di “Opera” – continua Calabrò – registriamo un diffuso apprezzamento da parte della critica per lo spazio nuovo e contemporaneo realizzato in città ma soprattutto un rinnovato senso di appartenenza dei reggini e dei tanti visitatori, che riconoscono nel sito un luogo dove si integrano le radici di un passato indimenticato e la prospettiva di un futuro accogliente: è “il punto in cui finisce, o ha inizio, la Penisola italiana”, citando Franco Arminio».

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