Domenica, 15 Settembre 2019
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Decreto Sanità, Dieni: «La politica calabrese teme di perdere potere e clientele»

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Federica Dieni

«Oliverio e la sua compagnia di giro si rassegnino: il governo vuole riportare la sanità calabrese alla normalità dopo tanti anni di scandali e sprechi. Non saranno certo le irrilevanti iniziative del consiglio regionale a fermare l'opera di moralizzazione avviata con il decreto approvato dall'esecutivo nazionale riunito a Reggio Calabria». È quanto dichiara la portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera Federica Dieni.

«Ieri – spiega la parlamentare –, il consiglio regionale della Calabria ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna i presidenti di giunta e assemblea a mettere in atto tutte le misure possibili per contrastare il decreto Grillo sulla sanità. Un'iniziativa che, ancora una volta, mette in risalto la distanza siderale che separa questa classe politica dai cittadini. Il provvedimento varato dal Cdm, infatti, è stato accolto con estremo favore dai calabresi, i quali, dopo decenni di malasanità, di sperperi e di inchieste giudiziarie, hanno accolto con sollievo le misure governative volte a normalizzare un settore in balia di interessi che poco hanno a che fare con il diritto alla salute delle persone».

«Nonostante il tentativo di “guarire” una sanità perennemente malata – continua Dieni –, il governatore Oliverio, in accordo con quel che resta della sua maggioranza e con un centrodestra che ha grosse responsabilità nel disastro del settore, ha deciso di contestare una misura che potrebbe determinare solo vantaggi per la Calabria e i suoi cittadini. Questa irrituale unità d'intenti, oltre a offrire uno spettacolo patetico dal punto di vita politico, è chiaramente strumentale, perché finalizzata a preservare proprio quegli antichi interessi che hanno contribuito ad affossare la sanità».

«L'iniziativa del Consiglio della Calabria – conclude la deputata 5 stelle – non è altro che l'ultimo colpo di coda di una politica regionale che, a causa delle misure contenute nel decreto, teme di perdere le consolidate clientele sanitarie e, di conseguenza, il proprio peso elettorale. Il gioco, però, è stato ormai scoperto e non saranno ordini del giorno velleitari ad arrestare il cambiamento voluto dal governo e dal ministro della Salute Giulia Grillo».

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