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REGGIO CALABRIA

Abbattimento alberi monumentali a Oppido, Giannetta: "Uno sfregio"

oppido mamertina, Reggio, Calabria, Politica
Domenico Giannetta, Forza Italia

“Uno sfregio, peggio ancora se inconsapevole, alla natura, a Oppido e ai suoi abitanti”.

Il Consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta si scaglia contro l’abbattimento degli alberi monumentali e ornamentali effettuato dal Comune di Oppido e dichiara: “Molti alberi erano sani, non andavano tagliati, si vede a occhio nudo dai tronchi lasciati a terra”.

“I nostri magnifici pini e cedri sono stati tagliati in modo indiscriminato. Sarebbe bastata una soluzione più attenta, responsabile e etica per evitare questo scempio.

Purtroppo, l’iter procedurale fino all’affidamento dei lavori rivela tutta la superficialità con cui si è affrontato il problema – dichiara Giannetta – la verifica degli alberi con autorizzazione al taglio di quelli che costituivano pericolosità alla pubblica incolumità risale al 29 febbraio. Il 30 aprile, con il sopralluogo, il tecnico relazionava anche sulla necessità del taglio dei pini di grosse dimensioni di determinate aree urbane, perché, tra l’altro, “luoghi ideali di nidificazione di processionaria”.

La processionaria è una malattia dei pini, ma esistono dei rimedi per curarla. Per buona norma – incalza il consigliere forzista - se non per coscienza ambientale e sociale, si deve intervenire per trattarla proprio per evitare l’abbattimento. Che è chiaramente l’estrema ratio e non la soluzione.

Il trattamento dipende dalla diagnosi e viene declinato in base alle stagioni. In taluni casi si procede in urgenza.

Al Comune di Oppido però – continua ancora Giannetta – non solo non sono intervenuti in urgenza e non hanno fatto nulla per mesi, ma sono addirittura arrivati ad emanare, a luglio, una nuova delibera che, integrando la precedente, aggiungeva nuove aree comunali in cui procedere al taglio degli alberi. Anche quelli che non erano stati sottoposti a valutazione tecnica.

Si è fatto un taglio lineare e indiscriminato. E Oppido ha perso un suo polmone verde e un pezzo della sua storia. Ci vorranno cinquant’anni perché i nostri pini e i nostri cedri possano ritornare alti e rigogliosi.

Una cosa folle e ingiusta, in sfregio alla tutela ambientale e a tutti i principi di sostenibilità che danneggia la natura e tutti noi. Percorrere la via del cimitero – continua - passare davanti il giardino dell'istituto comprensivo di Oppido centro, non sarà più la stessa cosa. Chi di dovere – conclude Giannetta - si prenda le proprie responsabilità”.

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