Martedì, 14 Luglio 2020
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SERIE C

Reggina col fiato sospeso, Taibi: "Meritiamo la Serie B"

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Si avvicina la seduta del Consiglio Federale di lunedì prossimo, otto giugno, ma le “azioni di disturbo” nei confronti di Reggina, Monza e Vicenza super-candidate alla promozione diretta in B si moltiplicano giornalmente. Sembra, infatti, che il presidente Ghirelli abbia accolto la richiesta, presentata da dodici società di terza serie, per la convocazione di un'assemblea straordinaria che dovrebbe riesaminare la questione playoff e playout.

I club che avrebbero firmato il documento, il condizionale è d'obbligo, sarebbero Rieti, Imolese, Vibonese, Monopoli, Rimini, Pontedera, Bisceglie, Fano, Carpi, Gozzano, Pro Vercelli, Rende. Sul piede di guerra anche il patron del Carpi.

A via Osanna sono comunque tutti tranquilli e pronti a festeggiare il meritato ritorno in B. Massimo Taibi ha iniziato, intanto, a gettare le basi per costruire l'organico del futuro. Dal primo giugno è possibile, infatti, depositare gli accordi preliminari per l'acquisto dei giocatori. Le date di apertura e chiusura del mercato saranno decise probabilmente nel corso della stessa riunione del CF. Il ds amaranto non si scompone più di tanto: «Bisogna aspettare, non si possono fare previsioni né in un senso né in un altro».

Cosa succederà lunedì?

«Non lo so, non sono un mago. Mi auguro non ci siano sorprese. La maggior parte delle squadre di terza serie non ha la possibilità di rispettare il rigoroso protocollo medico che serve alla ripartenza. Spero che si decida al più presto in modo da evitare polemiche e speculazioni. Ogni giorno leggo una dichiarazione diversa. In democrazia è legittimo esprimere il proprio parere ma, a prescindere da tutto, le prime dei tre giorni si sono guadagnate sul campo il diritto di andare in B. In caso contrario, si andrebbe contro il regolamento. Se poi si dovesse decidere di ricominciare ci faremo trovare pronti per disputare le ultime otto partite. Fino ad oggi si sono svolte tante assemblee e mi sembra che i club abbiano manifestato a larga maggioranza il loro orientamento. I playoff è giusto che li facciano gli altri, non certamente noi».

Menez è entrato veramente nel radar della Reggina?

«In questo periodo fioccano le chiacchiere. È vero, ho già incontrato diversi procuratori, i contatti fanno parte del mio lavoro. Fino a quando non avremo la matematica certezza di giocare in B non ci potremo muovere. Allo stato attuale non c'è niente di concreto. Dobbiamo attendere anche la fine del torneo cadetto con relativa coda di playoff e playout per iniziare a intavolare qualche trattativa. Non va trascurata la questione legata agli over che dalla prossima stagione non potranno essere più di diciotto. Dipendesse da me confermerei tutti».

Falcinelli, la Reggina lo ha veramente cercato?

«È uno dei tanti nomi che circolano, ma ripeto, è prematuro parlare di mercato».

Si può chiarire una volta per tutte la posizione di Toscano? È molto corteggiato?

«A Mimmo e al sottoscritto sono arrivate alcune richieste. Normale, dopo i buoni risultati ottenuti quest'anno, ma a noi interessa solo ed esclusivamente il futuro della Reggina. Intendiamo continuare il progetto. Si è detto e scritto che io e Toscano avremmo avuto delle frizioni col presidente Gallo, nulla di più falso. Il nostro rapporto con lui è ottimo, siamo in totale sintonia. Ringrazio inoltre la dottoressa Scipioni che, nel corso della stagione, ha svolto un prezioso lavoro. È perfetta sotto il profilo organizzativo e sono contento che sia stata nominata amministratore delegato. Le faccio i complimenti per la sua competenza».

Nella conferenza stampa di presentazione di Tempestilli, ad una domanda sul sostituto di Andrea Gianni, il presidente Gallo ha risposto così: già quest'anno avevamo due direttori generali.

«Confermo. La dottoressa Scipioni da gennaio in poi è stata il nostro punto di riferimento e si sono visti i risultati. Sfatiamo alcuni luoghi comuni secondo i quali le donne non sarebbero in grado di ricoprire ruoli importanti nelle istituzioni e nel calcio. Sbagliato e discriminatorio. A volte sono anche più brave degli uomini e in casa nostra abbiamo l'esempio lampante».

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