Mercoledì, 30 Settembre 2020
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IL PROGETTO

Reggio, la rivoluzione dello stadio Granillo: un sogno da realizzare in 180 giorni

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stadio, Reggio, Calabria, Sport
Stadio Granillo di Reggio Calabria

In quale arco di tempo potrà essere “rivoluzionata” l'attuale struttura del “Granillo”? Serviranno settimane, mesi, anni per la sua seconda rinascita, dopo quella che - alle soglie del Duemila - consentì alla Reggina di affrontare la prima storica avventura in Serie A? Ecco come alle viste di un nuovo torneo cadetto, il sogno calcistico continua: la dimensione architettonica decisamente futuristica sarà il frutto della capacità economica e dell'inventiva del presidente amaranto Luca Gallo. Obiettivo: fruire 7 giorni su 7 del “Granillo” mediante locali commerciali, sociali, culturali. Comunque, occorreranno circa 180 giorni per completare il nuovo look dell'impianto, una volta redatto il progetto esecutivo e ottenute tutte le approvazioni e le licenze di costruzione. Si potrebbe cominciare anche nel giro di un paio di mesi. Ancora indefiniti i costi del “project financing”. La firma la mette l'azienda romana “Flex Arena” che ha già realizzato pure gli 8.000 posti, smontabili, per gli Internazionali di tennis a Roma.

Due esperti in missione, Riccardo Zampetti e Nicola Di Troia, su invito della stessa Reggina, ieri hanno effettuato un sopralluogo al “Granillo” per un'analisi preliminare tecnica. Tradotto: uno studio di fattibilità. Zampetti: «Qualora soddisfi le esigenze del Comune e della Reggina, noi partecipiamo all'investimento con il Credito Sportivo. L'altra parte è finanziata direttamente dal nostro fondo per mettere a disposizione uno stadio “chiavi in mano” in cui la squadra potrà semplicemente far giocare i propri atleti. Per quanto riguarda, invece, la gestione della struttura, il personale, le attività commerciali, la ristorazione (anche il servizio al posto) è così che noi massimizziamo il ritorno su quest'investimento. Lo facciamo in partecipazione con il club che paga il canone e incomincia a incassare da servizi finora mai utilizzati. Un'entrata importante deriva soprattutto dagli impianti fotovoltaici che noi piazziamo su tutte e quattro le coperture. Per cui l'energia interna del “Granillo” viene prodotta autonomamente».

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Reggio

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