Martedì, 20 Agosto 2019
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'Ndrangheta in Canada, così Toronto divenne feudo di Siderno: nomi e foto degli arrestati

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L'input e l'ordine sono perentoriamente partiti da Siderno, cittadina costiera della Locride che, nonostante delitti eccellenti, cruenti faide, scissioni di “famiglie”, manovre di disturbo e, soprattutto, arresti, sequestri di beni e condanne pesanti, ha sempre ricoperto un ruolo di primissimo piano nel “gotha” della ‘ndrangheta del “Mandamento Ionico”, della “Provincia” reggina e della Calabria.

Ad esportare per primo, infatti, il collaudato e oliato sistema piramidale della ‘ndrangheta, con tanto di codici, riti, comparati, affiliazioni e strette di mano tra compari del “crimine” e “amici degli amici”, all'estero e, soprattutto, in Canada, è stato il clan sidernese dei Macrì con al vertice il cosiddetto “boss dei due mondi”, Antonio Macrì, alias “Zi ‘Ntoni”.

Il Siderno Group of crime

L'origine del cosiddetto “Siderno Group Of Crime”, voluto da Frank Costello e Albert Anastasia - appartenenti a Cosa Nostra americana ma di origini calabresi - risale agli anni '50 e a tutt'oggi indica le famiglie mafiose di origine calabrese per lo più provenienti da Siderno che, pur agendo in contesti diversi e lontani geograficamente, erano e sono comunque legate da vincoli di sangue e dipendenti dalla cosca madre, di stanza appunto a Siderno dove, dopo la morte, a gennaio del 1975, del “mammasantissima”, Antonio Macrì, a gestire il tutto è il potente clan Commisso.

Da Ntoni Macrì ai Commisso

Come già in passato evidenziò, nel suo memoriale, il pentito Giacomo Lauro, in Canada a gestire la crescita dell'organizzazione criminale, fortemente voluta dal “boss dei boss”, Antonio Macrì, sono state da sempre diverse “famiglie” originarie di Siderno e in particolare, fino al 1981 anno della sua morte, un panettiere sidernese, Michele Racco, alias “Mike”, uomo, appunto, di grande fiducia del “capobastone” sidernese molto amico dei capi dei corleonesi Michele Navarra prima, e Luciano Liggio poi, ma anche dei boss calabresi a 24 carati Domenico Tripodo e Mommo Piromalli.

Dopo l'uccisione, in un vero e proprio agguato di ‘ndrangheta scattato nella contrada Zammariti di Siderno, di Antonio Macrì e dopo un periodo di sostanziale vuoto di comando, determinato dall'incapacità di reggere il “locale” dimostrata dall'erede naturale (un nipote del capobastone) designato alla successione, alla direzione del potente clan fu designato Francesco Commisso, classe 1913, alias “U quagghia”, già braccio destro del vecchio boss dei due mondi, rimasto però gravemente ferito nel corso dell'agguato mortale compiuto ai danni di don Antonio Macrì.

Il salto di qualità

Il vero salto di qualità del clan, però, si materializzò quando le redini della consorteria sidernese passarono nella mani di Cosimo Commisso, classe 1950, alias “U quagghia”, figlio di Francesco Commisso. Già da braccio destro del padre l'astuto “Cosimino” era riuscito a creare una vera e propria holding del crimine internazionale forte delle fitte trame di parentele e di amicizie intessute con esponenti apicali del “Siderno Group of Crime”, in particolare in Canada, segnatamente nella città di Toronto.

Holding criminale

Nel giro di poco tempo il gruppo sidernese presente oltreoceano si è trasformato, secondo quanto è emerso in diverse inchieste e stando a quanto è stato più volte evidenziato dagli investigatori della Polizia di Stato e dai magistrati antimafia reggini e calabresi, in una vera e propria holding del crimine internazionale, di cui, secondo gli inquirenti, uno dei principali e attuali esponenti sarebbe Rocco Remo Commisso, classe 1946, cugino di Cosimo Commisso, tornato in libertà da poco tempo dopo un lunghissimo (oltre 20 anni) periodo di detenzione.

“U mastru”

Durante la lunga carcerazione di Cosimo Commisso le redini del potente e ramificato clan e il controllo del territorio a Siderno e dintorni e i legami e gli affari con le altre ‘ndrine della Locride e della Calabria e, soprattutto, con le “famiglie” canadesi del “Siderno Group”, sono passate nelle mani di altri due nomi di primissimo piano della consorteria criminale sidernese: i fratelli Giuseppe Commisso, alias “U mastru” e Antonio Commisso, alias “U bucatu”, cugini di Cosimo Commisso.

I 12 indiziati fermati dalla Dda

Michelangelo Archinà, nato a Toronto (Canada) il 6 ottobre 1976; Domenico Cerisano, nato a Siderno il 14 dicembre 1967; Francesco Filippone, nato a Siderno il 22 marzo 1981; Cosimo Futia, detto “Shuster”, nato a Siderno il 13 agosto 1977; Giuseppe Gregoraci, detto “Pino”, nato a Siderno il 24 marzo 1968; Giuseppe Macrì, nato a Siderno il 2 agosto 1954; Armando Muià, nato a Siderno il 19 settembre 1956; Giuseppe Muià, nato a Siderno il 9 gennaio 1944; Vincenzo Muià, nato a Siderno il 14 agosto 1972; Vincenzo Muià, nato a Siderno il 10 dicembre1968; Vincenzo Muià, detto “il fontaniere”, nato a Siderno il 4 ottobre 1969; Vincenzo Muià, nato a Siderno (RC) il 6 novembre 1969.

 

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