Martedì, 16 Agosto 2022
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Home Foto Cronaca Disastro incendi, viaggio nell'apocalisse dell'Aspromonte. La disperazione dei famigliari delle vittime e degli agricoltori FOTO | VIDEO

Disastro incendi, viaggio nell'apocalisse dell'Aspromonte. La disperazione dei famigliari delle vittime e degli agricoltori FOTO | VIDEO

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Dal verde dei monti al grigio della cenere. Ha le sembianze e gli odori dell'apocalisse San Lorenzo. Gazzetta del Sud ha fatto un viaggio nell'inferno sulla terra che oggi è l'Aspromonte. Boschi interamente bruciati, imprenditori disperati perché non è rimasto più nulla delle loro aziende.

L'area Grecanica, con i suoi boschi, con le sue pinete, con i suoi boschi ed ulivi, non c'è più. Sono trascorsi già alcuni giorni dall'incendio che ha devastato la vasta area aspromontana tra Bagaladi, San Lorenzo e Roccaforte del Greco, ma l'aria che si respira in quella zona è ancora infernale. Il fuoco ha distrutto tutto e la cenere si è impadronita di questi luoghi ameni. Un incendio di vaste proporzioni partito da Bagaladi e che poi si è sviluppato lungo la montagna. Fiamme incontrollate, fuoco che imperversa senza che nessuno possa provare a fermarlo con la macchina dei soccorsi che è arrivata in ritardo. Ed a farne le spese sono stati piccoli agricoltori, aziende agricole, cittadini che hanno rischiato la loro vita per salvare le loro case ed i loro terreni. Uomini e donne che nella terra sono nati e cresciuti come ad esempio Margherita e Antonino Cilione morti nelle campagne di San Lorenzo. Zio e nipote abbandonati al loro destino. 

Abbiamo fatto il punto ascoltando le voci dei sindaci di Bagaladi (Santo Monorchio), di Roghudi (Pierpaolo Zavettieri che è anche il presidente dell'associazione dei comuni della Grecanica), dell'imprenditore Francesco Saccà, e dei famigliari delle vittime. Una di queste, Patrizia una delle tre figlie di Margherita Cilione: "Io ero una di quelle persone che credeva tantissimo nello Stato e nelle forze dell'ordine, ma dopo quello che è successo hanno ragione tutte quelle persone che dicono che lo Stato non esiste. Le uniche persone che hanno aiutato erano civili e persone di Bagaladi. Il nostro amico dell'onoranza funebre ha dovuto portare a casa con i mezzi propri mamma ed Antonino. Sono ragazzi che hanno tirato su le maniche e hanno portato a casa nostra mamma e Nino. Se non ci fossero stati loro quest'ora saremmo ancora lì. Sono Nicola, Saverio, Mario, Bruno, Carmelo. Grazie a tutti loro"

Di seguito le video interviste realizzate:

 

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