Lunedì, 27 Giugno 2022
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Roccella, il porto del futuro con il progetto Amphysia

Amphysia era l’antico insediamento, citato da Ovidio, oggi noto come Roccella Jonica. Amphysia è ora il progetto che si vuole realizzare al Porto delle Grazie. A ottobre 2021, Ministero per il Sud e Agenzia per la Coesione hanno indetto il bando “Ecosistemi di Innovazione”, per la rigenerazione dei territori meridionali, con l’accrescimento di competenze e attività di ricerca. Un’occasione importante questa chance offerta dal Pnrr, che è nel mirino dell’intero Mezzogiorno che guarda al futuro. Finanzia infrastrutture di ricerca, in immobili nuovi o da riqualificare, purché con idee chiare su cosa fare e soprattutto sulle ricadute per il territorio. Non si punta ad altri contenitori, bensì a mettere in esercizio validi elementi che possano durare nel tempo. Con quest’obiettivo di alto profilo, si è formato un partenariato di assoluto livello, con Conisma – un Consorzio di 35 Università per le Scienze del Mare (diretto dal prof. Antonio Mazzola e dall’ing. Annibale Cutrona); Porto delle Grazie S.r.l., società di gestione del Marina di Roccella (amministrata dal dott. Fabio Filocamo); Confindustria Nautica – Assomarinas, associazione nazionale dei porti turistici (presieduta dal dott. Roberto Perocchio); Dnamis, motore di innovazione, trasferimento tecnologico e venture capital.
Tutti insieme hanno dato vita al progetto “Amphysia | The Sustainable Innovation Marina Hub”, con cui si mira a creare, al Porto delle Grazie, un ecosistema marittimo di innovazione intelligente e sostenibile: primo porto in Europa a farlo.
Il progetto ha superato la prima fase di valutazione e attende ora il responso finale. In base alla tempistica del bando, dettata dalle regole del Pnrr, è prevista l’aggiudicazione dei lavori entro il prossimo settembre e il loro avvio entro fine anno. Tempi che sanno di grande sfida e che, si pensa, saranno variati.

La rigenerazione dell’area interessa tre edifici

Nel primo, di nuova costruzione e a forma di battello, denominato il “Magazzino delle Onde”, vi saranno laboratori di ricerca universitaria dedicati ad oceanografia, geologia marina e risorse biologiche e ittiche. A lato, troverà posto un incubatore di start-up focalizzate su economia blu e sostenibilità, con spazi e percorsi di accelerazione per imprenditori innovativi, e un fab lab, ossia un laboratorio di fabbricazione digitale di componenti per la nautica, con stampa 3D.
Nell’attuale cantiere si insedierà una “Officina dei Mestieri”, dove i ragazzi delle scuole apprenderanno sul campo professionalità oggi poco reperibili (maestri d’ascia e velai innanzitutto.) da rivendere come servizi, per la nautica da diporto, ai clienti della prima impresa turistica in provincia di Reggio Calabria.
Al centro del porto, al posto dei locali esistenti, vi sarà invece un avveniristico edificio a più piani, la “Casa del Mare”, dove le comunità di mare e di terra potranno svolgere attività lavorative, nell’ampia area attrezzata per lo smart coworking.
Ci sarà poi una nuova area di ristoro, a servizio di una vera e propria “Agorà del porto”, piazza all’aperto, fronte mare, e terrazza con vista fino alla rocca del Castello Carafa. Lì, ricercatori, startupper, professionisti, diportisti, operai e apprendisti potranno trovarsi, contaminarsi e fertilizzare idee innovative.
Per favorire inclusione lavorativa ed equità di genere, è previsto un asilo nido, incubatore delle più belle startup del mondo che verrà. I nuovi edifici saranno sospesi per garantire, dappertutto, la vista di bacino e pineta, e dare un’immagine moderna e prestigiosa dell’approdo. Il progetto è ambizioso e porta in un’area depressa, com’è il litorale jonico, un quadro di interventi – che, nel complesso, valgono ben 27 milioni di euro – basati tutti su alta conoscenza, innovazione e incubazione di impresa. Il progetto, nella seconda fase, ha visto il Comune di Roccella (amministrato da Vittorio Zito) unirsi alla compagine che lo ha proposto e si somma al programma finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, con il bando Green Port, per altri dieci milioni di euro, grazie al quale il Porto delle Grazie si qualificherà come smart city sull’acqua e infrastruttura energeticamente autonoma.
Il dott. Fabio Filocamo, promotore dell’iniziativa e responsabile di progetto, ha fatto il punto della situazione: «Grazie ad “Amphysia”, al Conisma e all’intero partenariato, il Marina di Roccella si candida ad essere campus e arcipelago della conoscenza, volano di occupazione qualificata e fattore di attrazione di talenti. Con questo hub dell’innovazione, tanti saranno i benefici e di enorme impatto, per un territorio offeso dall’emigrazione di massa e bisognoso di nutrire una cultura dell’imprenditorialità. Si vuole attivare una metamorfosi sociale e del tessuto economico, facendo leva sulla più grande ricchezza del territorio: il capitale umano. Per far tornare il distretto com’era, quando c’erano gli antichi Greci: luogo di frontiera, ma anche di iniziative coraggiose e di innovazione continua. Affinché le nuove generazioni di calabresi possano acquisire un mestiere e valorizzare la loro professionalità, dietro casa, invece che prendere il largo verso altre città».
Non si può dire che visione, capacità ed energia manchino. Speriamo che adesso, attraverso la necessaria sinergia istituzionale, ci sia la possibilità di concretizzare un’opera di grande impatto e valore per tutta la Calabria e non solo.

La tavola degli interventi

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