Martedì, 16 Agosto 2022
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Reggio e l'odissea delle strade provinciali. Il viaggio improbabile FOTO

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Cunette coperte di terra, tombini privi di protezione, erbacce affacciate sull’asfalto e parapetti usurati dal tempo caratterizzano le strade provinciali dei paesi costruiti ai piedi dell’Aspromonte. Bagaladi, San Lorenzo, Roccaforte, Condofuri, Motta San Giovanni, Montebello Jonico ed altri borghi vantano un asse viario abbandonato da tempo, figlio di antiche mulattiere percorse da carri. Ed in alcuni tratti così sono rimaste tra curve e tornanti a gomito capaci di impedire il contemporaneo passaggio di due mezzi.
Ma questa è cosa di poco conto. L’abbandono lungo questi assi regna sovrano in modo allucinante. Dal mare alla montagna, il percorso che conduce in questi luoghi, belli e incantati, sembra uguale per tutti: tratti dissestati, cunette inesistenti, occupate da terra ammassata d’inverno, guard rail in pietra logorati dal tempo, spappolati come panetti di burro e a tratti incapaci di contenere eventuali urti.
Alcuni come anche a Motta San Giovanni, assenti e caduti nel vuoto, sostituiti da una misera rete di plastica sostenuta da esili “steli” di ferro. In altri punti sono stati rattoppati alla meno peggio e il nuovo è stato costruito sul vecchio mentre erbacce crescono lungo i bordi della strada, dentro le cunette “ricche” di terra tanto da poter ospitare fichi d’india, robinia pseudoacacia e molte infestanti.
In altre provinciali come quella che porta a Fossato e l’altra che da Melito Porto Salvo conduce ai paesini interni, la terra tolta dalla strada, durante l’inverno, è ancora lì ammassata dentro le cunette. Cumuli di inerti sporgenti balzano agli occhi di tutti. Già, d’inverno c’è fretta per pulire. Talmente tanta che, in alcuni casi, viene riversata dentro il bordo della strada così alla prossima pioggia eccola riversata, di nuovo, al posto di prima. Fango e fanghiglia aumentano sempre più a discapito della sicurezza e dell’incolumità pubblica. Ma questo poco importa.
Ed ecco come il percorso diventa maggiormente insidioso soprattutto nel periodo invernale quando tutto si trasforma in trappola con pozzanghere e ciottoli seminati in più punti accompagnati da detriti di ogni genere sparsi mentre precipizi e dirupi impressionano la gente come quelli presenti lungo la strada che porta a Roccaforte del Greco. Una vera e propria tragedia. Una vergogna se si considera il percorso che passa da Condofuri. Dopo Mangani, sono presenti guard rail in legno simili ad una vera e propria staccionata.
In molti tratti addirittura sono assenti e la gente percorre questo asse anche quando lastre di ghiaccio popolano la strada e i pericoli incombono sempre più.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio Calabria

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