Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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Siderno, la Madonna della rinascita

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La città di Siderno, che è una delle più importanti della Locride si deve impegnare in tre sfide molto importanti: la condivisione delle attività con gli altri comuni, un maggiore interesse per le periferie, e una necessaria attenzione alle problematiche sociali con particolare riferimento agli anziani, ai poveri e ai sofferenti».
È uno dei passi più significativi dell’omelia di mons. Francesco Oliva, vescovo della Diocesi, che ieri ha solennizzato con la sua presenza la cerimonia di consegna del cero votivo da parte dei rappresentanti istituzionali della città alla Patrona di Siderno in una chiesa gremita di gente. Mons. Oliva ha voluto anche fare riferimento all’importanza che potrebbe avere per l’intera Locride l’auspicata unione dei lungomare, quasi a richiamare la necessità che si guardi al futuro complessivo di tutto il territorio. E non ha mancato di ricordare il grave periodo che stiamo vivendo auspicando pace e fratellanza e guardando soprattutto alle giovani generazioni, «che – ha avvertito – devono lottare per questa terra e credere nel futuro».
Si è soffermato sul valore della fede ricordando il carismatico ruolo della Patrona della città e non ha mancato di auspicare che la Festa di Portosalvo dopo gli anni di pandemia che ne hanno impedito la celebrazione, coincida con il «riavvio della città» riprendendo anche un passo del messaggio che poco prima la sindaca Maria Teresa Fragomeni aveva rivolto ai cittadini dopo l’accensione del cero votivo.
«Il ricco programma dei festeggiamenti – ha detto infatti la sindaca – è stato dedicato alla ripresa e al rilancio della vita sociale e culturale della città, dopo i quasi tre anni di assenza delle cerimonie civili e religiose a causa della pandemia. Sono giorni – ha proseguito – scanditi da un grande senso religioso e di affetto nei confronti della nostra patrona, Maria Santissima di Portosalvo, e la festa Patronale fa venire alla mente di noi tutti sentimenti, ricordi e tradizioni che ci accompagnano sin dall’età più verde della nostra vita. Ricordi, emozioni e sentimenti, che ci spingono a onorare le nostre origini e soprattutto rappresentano radici profonde per quei concittadini che, per diverse ragioni, hanno dovuto lasciare la propria terra».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

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