Domenica, 25 Settembre 2022
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I mille volti dell’Aspromonte: dal Menta a Gambarie, da Montalto alla valle delle grandi pietre FOTO

Una terra selvaggia con panorami mozzafiato. E' l'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria luogo in cui vi portiamo insieme a Demi D'Arrigo guida ufficiale del Geoparco e fondatore di Aspromonte Wild. Un cammino che ci porta da Reggio Calabria fino alla diga del Menta, per poi giungere a Gambarie e risalire fino a Montalto, con i suoi 1956 la vetta più alta dell'Aspromonte. Vi porteremo poi a Puntone la Croce sopra il santuario di Polsi e nella vallata delle grandi pietre. Seguiteci in questo viaggio inaspettato nel cuore dell'Aspromonte.

Partenza da Reggio Calabria: dal Tirreno allo Ionio, nel cuore della montagna

Il nostro percorso parte dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. La prima tappa è quella di località "Tre Limiti", poi il percorso prosegue, rigorosamente in fuoristrada, verso la diga del Menta tra sterrati e percorsi tra i boschi che si possono intraprendere solo con mezzi adeguati. Si arriva alla diga del Menta dove Demi D'Arrigo ci racconta quelle che sono le reali potenzialità che il bacino offre una volta messo a regime. E ancora, ecco Gambarie e il suo panorama dalla cima della pista "Nino Martino": nelle giornate dove non c'è foschia sembra di toccare Messina con un dito. Dalla principale località turistica aspromontana ci spostiamo verso Montalto, la cima più alta dell'Aspromonte. Salendo verso i 1956 metri dove è posta la statua del Cristo Redentore incontriamo due ciclisti siciliani, Massimo Ragazzi e Francesco Bonura. Partiti da Taormina, hanno percorso 200 km con oltre 2900 metri di dislivello. Una bella impresa la loro con l'immancabile selfie di rito una volta arrivati in vetta. Scendendo da Montalto, l'idea originaria era arrivare al Santuario di Polsi, ma la strada impervia ci ha indotto a cambiare parzialmente percorso rispetto a quanto indicato da Demi D'Arrigo all'inizio del nostro viaggio quando vi abbiamo indicato dalla cartina il percorso da effettuare. Abbiamo preso la strada verso San Luca e la vallata delle grandi pietre. Ci siamo fermati al casello di Vocale dove poco più giù vi è un rifugio dove sono situati gli operai forestali. Siamo a Serro Croce dove in cima (Puntone la Croce), si gode di una vista incredibile: dal santuario della Madonna di Polsi nel cuore della montagna, lì in quel tratto di crinale dove la leggenda narra anche di una grotta nella quale fu ospitata la Sibilla. Un punto in cui è visibile anche il mare ed è un punto particolare quest'anno perchè gli operai forestali hanno il compito di presidiare la montagna proprio da qui come zona di antincendio per vedere se da qualche parte dovesse partire un incendio. E, dulcis in fundo, dopo aver letteralmente solcato l'Aspromonte in due dal Tirreno allo Ionio, ecco arrivare nella vallata delle grandi pietre. La scelta di Demi D'Arrigo, profondo conoscitore dell'Aspromonte, è quella di portarci in un luogo incredibile: Pietra Castello. Dai 938 cm di questo massiccio è possibile godere di una vista mozzafiato con ben visibili Pietra Lunga e, ovviamente, anche Pietra Cappa, il monolite più grande d'Europa. Pietra Castello è un massiccio roccioso trasformato dai bizantini in fortezza per il controllo del territorio circostante. Sito di particolare bellezza ed effetto panoramico. Visibili i resti di una cortina muraria, di una chiesetta bizantina e di una cisterna di raccolta dell'acqua piovana.

Territori mozzafiato, patrimonio inestimabile. Ma tante incognite...

Il turismo montano in Calabria è ancora troppo poco valorizzato. C'è ancora tanto, tantissimo da fare. La nostra montagna ha bisogno di uno scatto ulteriore: non può bastare l'attività dell'ente Parco, non possono bastare le competenze e la professionalità delle tante guide che operano oggi giorno sul territorio. Occorre fare di più e lo deve fare in primo luogo la politica regionale e locale. E' impensabile, giusto per rimanere ad un esempio, che oggi nel 2022 non ci siano posti letto in comuni come Roccaforte del Greco e San Luca. L'Aspromonte ha bisogno di una forte e precisa campagna di valorizzazione e comunicazione del brand: da Gambarie, fino a Montalto, da Polsi fino alla vallata delle grandi pietre. E' chiaro che non si può pensare di portare il turismo di massa a Polsi o a Montalto, ma questi territori se valorizzati come meritano, potrebbero rappresentare un ulteriore volano di sviluppo per una terra dalle mille risorse ancora non sfruttate.

 

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