Mercoledì, 19 Settembre 2018
SEMINARA

L’imprenditore che non
si piega alle ’ndrine

francesco perrelli, Reggio, Calabria, Archivio

  Il lavoro per vivere da persone libere. Non si fermerà Giuseppe Spinelli, l’imprenditore reggino finito ancora una volta nella morsa della ’ndrangheta; né arretrerà la sua azione di un solo centimetro. Continuerà a lavorare e a investire nella sua azienda, e soprattutto a sognare una Calabria libera che possa godere dei doni regalati da madre natura. Giuseppe Spinelli è il titolare dell’azienda “Le Tre Querce”, un angolo di paradiso al confine tra i comuni di Seminara, Oppido e San Procopio, nel cuore della Piana. Ventotto ettari di coltivazioni arboree in biologico, agrumi e olive, una vocazione turistica straordinaria, il progetto di una fattoria didattica nel cassetto. Lo scorso 8 agosto l’ennesimo attentato. Un incendio gli ha devastato la proprietà, distruggendo dieci ettari di terreno. Il danno è enorme. Un rogo chirurgico quello che ha invaso località “Sant'Anna” di Seminara. Lingue di fuoco che hanno puntato solo “Le Tre Querce”, ancora una volta l’azienda di Giuseppe Spinelli. La mano è la solita. Quella delle ’ndrine: di chi osteggia e non approva la sua attività imprenditoriale. Lui stesso consegna ai cronisti una chiave di lettura sulle ragioni dell’escalation intimidatoria: «È un posto strategico per chi vuole controllare il territorio. Dai miei terreni si può usufruire di una visuale ottimale su tre cittadine ».

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