Martedì, 19 Ottobre 2021
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GIOIA TAURO

Nuovo pentito inguaia
il cognato di Piromalli

Fermato dalla polizia a Gioia Tauro Giovanni Copelli, di 79 anni, con l’accusa di associazione mafiosa in quanto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli.
Il fermo di Copelli è stato effettuato dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Dda reggina.
Copelli, secondo quanto ha riferito la polizia, è soggetto di assoluto rilievo criminale perché appartenente ad una famiglia storicamente legata ai Piromalli anche in virtù di vincoli di parentela. Il fermato, infatti, era cognato del defunto boss Giuseppe Piromalli, alias «don Peppino», capo dell’omonima cosca.
Giovanni Copelli è stato chiamato in causa da un nuovo collaboratore di giustizia, Antonio Russo. Questi, pur non essendo mai stato formalmente affiliato alla ‘ndrangheta, ha avuto rapporti con i Piromalli e i Molè, le famiglie dominanti a Gioia Tauro ed una delle consorterie più potenti della Calabria. Per più di 20 anni ha avuto modo di conoscere l’organigramma, gli affari e le dinamiche interne della storica cosca. Parlando con i magistrati della Dda di Reggio Calabria e della Procura di Palmi, il collaboratore ha fatto riferimento alla suddivisione di Gioia Tauro in zone di influenza criminale di competenza delle cosche Piromalli e Molè.

Fermato dalla polizia a Gioia Tauro Giovanni Copelli, di 79 anni, con l’accusa di associazione mafiosa in quanto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli.Il fermo di Copelli è stato effettuato dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Dda reggina.Copelli, secondo quanto ha riferito la polizia, è soggetto di assoluto rilievo criminale perché appartenente ad una famiglia storicamente legata ai Piromalli anche in virtù di vincoli di parentela. Il fermato, infatti, era cognato del defunto boss Giuseppe Piromalli, alias «don Peppino», capo dell’omonima cosca.Giovanni Copelli è stato chiamato in causa da un nuovo collaboratore di giustizia, Antonio Russo. Questi, pur non essendo mai stato formalmente affiliato alla ‘ndrangheta, ha avuto rapporti con i Piromalli e i Molè, le famiglie dominanti a Gioia Tauro ed una delle consorterie più potenti della Calabria. Per più di 20 anni ha avuto modo di conoscere l’organigramma, gli affari e le dinamiche interne della storica cosca. Parlando con i magistrati della Dda di Reggio Calabria e della Procura di Palmi, il collaboratore ha fatto riferimento alla suddivisione di Gioia Tauro in zone di influenza criminale di competenza delle cosche Piromalli e Molè.

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