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Falcomatà a Renzi:
aiutami a governare

giuseppe falcomatà, Reggio, Archivio

 Il primo grazie l’ha riservato per la fidanzata Giovanna. «È stata una roccia, mi ha sempre sostenuto e ha sopportato anche il mio caratteraccio». La voce del sindaco Giuseppe Falcomatà era rotta dall’emozione mentre si rivolgeva in pubblico alla sua ragazza. Ma la serata in piazza Duomo era «frutto di tanti ringraziamenti» e allora il suo secondo grazie il neo sindaco l’ha dedicato «alla mia famiglia, che ha dovuto sopportare anche le cattiverie della campagna elettorale». Quindi l’emozione è diventatata palpabile e l’applauso della piazza fragoroso quando ha ricordato, senza doverne fare nemmeno il nome, suo padre Italo. «Il mio terzo grazie va a chi non c’è più ma è vivo nel ricordo di ogni reggino e a me manca tantissimo». Non potendo vivere soltanto di ricordi il quarto e ultimo grazie è stato riservato «a tutto quello che viene chiamato staff. Persone meravigliose che hanno lavorato per me e con me senza risparmiarsi mai e senza chiedere nulla in cambio ». Non sventolavano bandiere di partito in piazza. L’ambiente era molto composto. «Non ci piacciono le americanate – ha continuato dal palco Falcomatà – e stasera siamo in questa piazza per celebrare la vittoria dei cittadini di Reggio liberi. Non sono mai stato il candidato più probabile per vincere, ho sempre dovuto superare molti ostacoli, però mi sono messo al servizio della città con tutto me stesso. La mia campagna elettorale non è nata nei salotti buoni della città o nelle segrete stanze dei poteri forti. Abbiamo camminato per le strade della periferia, abbiamo incontrato tante gente e siamo riusciti a coinvolgere molti reggini sulla nostra idea di città e sulla nostra visione politica». «Vogliamo riportare la speranza in politica –ha continuato Falcomatà dal palco – e lo vogliamo fare confrontandoci sempre con i cittadini e guardandoli negli occhi». Dunque, governo partecipato e scelte condivise. Con il fondamento di «chiarezza e trasparenza, perché gli inciuci a noi non piacciono e non ne facciamo». I primi giorni da sindaco non sono stati facili. «Sono stati come i primi giorni di scuola. Ho dovuto affrontare i primi problemi e ho già conosciuto il freddo che hanno nel cuore i lavoratori dell’Atam e quelli delle ex società miste». Tuttavia le sfide non spaventano il giovane sindaco: «Mi hanno insegnato a lottare fino in fondo e a non mollare mai. Quando incontrerò Matteo Renzi gli dirò che il governo mi deve aiutare a governare la mia città. La situazione è difficile: in cassa non c’è un euro. I 31 milioni strombazzati dai commissari sono vincolati e il sanguinoso Piano di rientro non può gravare interamente sulle tasche dei cittadini». Non è sceso nei dettagli su quello che farà a breve come sindaco nè gli è sfuggita una sillaba su quale sarà la giunta che lo affiancherà nel governo della città. Ha preferito fare una distinzione di fondo sul modo di fare politica: «Non siamo tutti uguali. E io non sarò il sindaco di tutti. Io sarò il sindaco di quei cittadini che si riconoscono nei valori della legalità e della solidarietà. E voglio premiare il merito e dare spazio a chi conosce qualcosa e non a chi conosce qualcuno. Saremo da esempio. E ci rialzeremo ».

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