Venerdì, 20 Settembre 2019
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Le ’ndrine del narcotraffico “colonizzano” pure l’Olanda

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 Nel corso delle indagini dell’operazione “Acero Krupy”, sono stati avviati scambi info-investigativi con organismi investigativi olandesi, anch’essi titolari di indagini, in ordine alle presunte proiezioni criminose di consorterie calabresi. In tale ambito, le investigazioni condotte in Olanda, secondo gli inquirenti avrebbero svelato le “poliedriche attività” della famiglia Crupi. In quel contesto, è stato acquisito un copioso materiale, che è stato sequestrato il 26 marzo scorso dalla National Crime Squad di Amsterdam nel corso dell’operazione denominata “Levinius”. Il materiale acquisito, corroborato dai contenuti di numerose intercettazioni ambientali e telefoniche, operate in territorio olandese, è stato attentamente vagliato dagli inquirenti italiani che hanno ritenuto di delineare delle proiezioni in territorio olandese e canadese. Il tutto conferma – si legge nel decreto di fermo – «la tradizionale vocazione della ‘ndrangheta calabrese ad espandere i suoi interessi illeciti oltre confine, prediligendo contesti territoriali (in questo caso Olanda e Canada), ove, da tempo, si registrano strutturate presenze di soggetti fiduciari, abilmente introdottisi nel tessuto economico locale, anche grazie al reimpiego di denaro e altre utilità provento di attività illecite». «Il quadro emerso offre delle conferme in ordine a vecchie e nuove alleanze», si legge ancora negli atti, in cui si richiama l’attenzione su recenti indagini che oltre a riguardare il presunto radicamento nel continente nordamericano (Canada e Stati Uniti), ipotizzano anche un ruolo autorevole e di leadership delle ‘ndrine anche nell’area dei Paesi Bassi, del Belgio e della Germania «divenuti “crocevia” strategici, in primis, per la gestione del traffico internazionale di stupefacenti proveniente dal centro e sud America nonché per la progressiva, illecita infiltrazione di importanti settori economici e commerciali (import-export di prodotti agricoli e alimentari, ristorazione, investimenti nel settore immobiliare)». Nel quadro di insieme della maxi inchiesta gli investigatori ritengono di ravvisare la conferma che «le ‘ndrine calabresi hanno riprodotto nel Canada come in Olanda la loro tradizionale struttura criminale, impermeabile all’esterno, caratterizzata da solidi vincoli di consanguineità e parentela, stabilmente legata alle originarie cosche calabresi, perfettamente inserita nei contesti locali di riferimento».

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