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REGGIO CALABRIA

Una cupola segreta ha segnato la vita reggina

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Una cupola segreta ha segnato la vita reggina

«Il voto, ogni singolo voto, non è mai irrilevante, perché non è vero che non siamo nessuno. La democrazia in parte è inquinata ma è sempre meglio di qualsiasi dittatura».

Il procuratore Federico Cafiero de Raho ha scelto il tema del «diritto di voto» come argomento per chiudere il ciclo di incontri “Cittadinanza e Costituzione” che i magistrati della Procura reggina hanno dedicato ai liceali dello scientifico Leonardo da Vinci dando così corpo all’intuizione della dirigente Giusy Princi che ha voluto esaltare la funzione della scuola «gettando con quest’iniziativa, unica in Italia, le basi di un cambiamento vero. E per questo ringrazio il procuratore Cafiero de Raho per la sua grande sensibilità, umanità e per essere un esempio per tutti noi».

Cafiero de Raho ama profondamente la nostra Costituzione («è la più bella del mondo», ha detto) e ha suggerito ai ragazzi di orientare la loro vita «sui valori di eguaglianza, libertà e diritti che sono contenuti nei principi fondamentali della nostra Carta». Posto questo principio alla base del suo ragionamento il magistrato ha evidenziato come «la libertà di voto sia il fondamento di ogni libertà. Il voto è uno dei cardini della democrazia, non è solo l’esercizio di un diritto ma è lo strumento con cui ogni cittadino può contribuire alla scelta di una società migliore». E per contribuire con il proprio voto al miglioramento del Comune, della Regione o del Paese è necessario «effettuare una scelta consapevole – ha specificato il procuratore – che può arrivare solo dopo avere valutato la realtà e ricevuto le giuste informazioni. Vogliamo una società condizionata dalla ’ndrangheta o da una qualche società segreta oppure una società migliore, libera e più giusta? Ecco tutto dipende dal nostro voto».

Il voto, dunque, è collegato anche alla libertà di stampa. «Una stampa libera informa i cittadini correttamente – commenta Cafiero de Raho – ecco perché limitare l’informazione significa toccare la libertà di ognuno. La consapevolezza si fonda sulla conoscenza».

Ma nel territorio reggino il voto è davvero personale, uguale, libero e segreto? Su questo punto il procuratore ha qualche dubbio: «Se parliamo di coercizione fisica, allora il voto è libero, ma se, come abbiamo ipotizzato in alcune inchieste che sono adesso al vaglio del Tribunale, in città c’era un cupola segreta che dettava le regole allora possiamo dire che il voto è certamente condizionato. La ’ndrangheta ha creato reti segrete che hanno favorito carriere politiche. Se qui si creano società fantasma che offrono lavoro in cambio del voto, sfruttando la disperazione della gente, è chiaro che il voto viene condizionato. Ecco il clientelismo va combattuto perché è la patologia di ogni sistema elettorale».

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