Giovedì, 21 Novembre 2019
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TRIBUNALE

Caso Riace, funzionaria della Prefettura di Reggio ascoltata in aula

E’ stata la funzionaria della Prefettura di Reggio Calabria Maria Grazia Surace, citata dall’accusa, a testimoniare oggi davanti ai giudici del Tribunale di Locri (presidente Fulvio Accurso) nel processo «Xenia» in cui figurano 26 imputati tra cui l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano. Gli imputati rispondono a vario titolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa e abuso d’ufficio sulla gestione dei progetti di accoglienza agli immigrati.

«La principale criticità emersa nel Cas di Riace è la permanenza dei migranti oltre il termine previsto dalla vigente normativa», ha affermato la funzionaria della Prefettura. Il progetto «Cas» si occupa della prima accoglienza dei migranti che avanzano richiesta di asilo e possono rimanere nei centri di accoglienza, dove vengono mandati dalla Prefettura in base a precisi accordi con le amministrazioni locali, fino all’accoglimento dell’istanza e fino alla decisione d’appello, altrimenti, in caso di asilo e permesso di soggiorno negati, devono essere considerati fuori dal Cas e inviati nel progetto di secondo livello denominato «Sprar».

Dopo la funzionaria della Prefettura il collegio ha sentito il dirigente dell’ufficio contratti della Prefettura di Reggio, Salvatore Gullì, il quale ha ricostruito gli esiti di un’ispezione sollecitata dall’ex sindaco Lucano al prefetto a seguito della visita dei funzionari dell’Ufficio Centrale dello Sprar. Il teste ha evidenziato diverse criticità che, a suo avviso, sono emerse nel corso dei controlli, ed ha riferito di aver avanzato una precisa richiesta ad un dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Siderno al fine di verificare la presenza di una eventuale «parentopoli» nelle assunzioni del progetto Sprar.

La successiva verifica, trasmessa via mail allo stesso Gullì, ed emersa per la prima volta all’udienza di oggi, ha accertato, secondo quanto ha evidenziato Gullì, che effettivamente alcuni dipendenti delle associazioni presenti a Riace erano prossimi congiunti con alcuni amministratori locali. Il processo è stato aggiornato all’11 settembre prossimo.

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