Martedì, 27 Ottobre 2020
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REGGIO CALABRIA

Cocaina nella piana di Gioia Tauro, retata nella Locride: colpo alle famiglie Mammoliti e Giorgi

Vasta operazione della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse a carico di elementi di spicco delle famiglie Mammoliti e Giorgi di San Luca e di altri soggetti della Locride e della Piana di Gioia Tauro, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina.

Gli investigatori del commissariato di Siderno e della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, coadiuvati dagli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine della Calabria, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni. Scoperti bunker nelle abitazioni di alcuni arrestati. Impiegati circa 100 agenti della Polizia di Stato.

Utilizzavano anche un minore per confezionare la cocaina, occultarla nelle autovetture e consegnarla agli acquirenti. È quanto emerge dall'ordinanza firmata dal gip Domenico Armaleo su richiesta del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, dell'aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti Diego Capece Minutolo e Alessandro Moffa, con la quale è stato disposto l'arresto di 14 persone - una irreperibile - ritenute affiliate alle cosche Giorgi e Mammoliti di San Luca con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina.

Due degli arrestati sono stati individuati all'interno di altrettanti bunker realizzati nelle loro abitazioni. Uno, Giuseppe Giorgi, fratello di Giovanni Giorgi detto "u famosu" considerato la figura di spicco dell'organizzazione riconducibile alla cosca "Giorgi Romeo" - anche lui arrestato -, ha anche tentato di disfarsi di alcuni cellulari gettandoli in una bacinella di acido e rimanendo intossicato. È stato soccorso dagli agenti della Squadra mobile e del Commissariato di Siderno della polizia che lo hanno arrestato.

Giovanni Giorgi detto, nipote del boss Giuseppe Giorgi alias "u capra", secondo gli inquirenti, gestiva l'intero traffico di droga assieme al cognato Francesco Mammoliti e al fratello di quest'ultimo, Domenico. Nell'operazione, denominata "Koleos", sono indagate, complessivamente. 25 persone, oltre al minorenne per il quale procede la Procura dei Minori di Reggio Calabria. Le indagini condotte dal commissariato di Siderno hanno preso le mosse dalla cattura dell'ex latitante Rocco Mammoliti, arrestato in Olanda il 9 giugno 2016 ed estradato in Italia il 18 agosto dello stesso anno.

La Dda è riuscita a individuare le basi logistiche dei trafficanti che, a Benestare, nella Locride, utilizzavano un capannone come quartier generale. La droga finiva in Puglia e in Sicilia mentre la contropartita veniva versata ai boss in una macelleria di proprietà di Domenico Pellegrino. In un solo giorno, tre indagati hanno consegnato per conto dei fratelli Giovanni e Giuseppe Giorgi quantitativi di cocaina per un valore di 340 mila euro in banconote di vario taglio.

Il denaro, diviso in mazzette, era nascosto all'interno di un'auto in quantità tale che gli investigatori della Squadra mobile ha ascoltato un'intercettazione in cui un'indagata diceva: "La macchina le sta vomitando".

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