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Inchiesta "Cenide" a Villa San Giovanni, Richichi indagata ora valuta le dimissioni

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«In questi giorni valuterò gli eventuali riflessi di tale notizia sotto il profilo politico in relazione al ruolo di sindaco facente funzioni da me al momento ricoperto e al fine di tutelare la mia integrità personale e la serenità della mia famiglia»: con queste parole Maria Grazia Richichi, facente funzioni dallo scorso 18 dicembre (giorno dell'arresto del sindaco Giovanni Siclari), chiude una nota in cui commenta la notizia della propria iscrizione nel registro degli indagati da parte della Dda di Reggio.

Una notizia appresa dalla stampa e un'ipotesi di reato rispetto alla quale la Richichi si dice totalmente estranea e innocente: «Dalla lettura di alcuni articoli di stampa - scrive - ho appreso che sarei iscritta nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per un “tentativo di estorsione e un danneggiamento seguito da incendio con aggravante mafiosa” che sarebbero stati posti in essere negli anni 2017 e 2018, nei confronti della ex presidente del consiglio comunale Patrizia Liberto a causa di presunti dissidi di natura politica tra la maggioranza e la stessa».

L'articolo completo nell'edizione odierna della Calabria della Gazzetta del Sud.

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