Venerdì, 26 Febbraio 2021
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INDEBITE PRESSIONI

Inchiesta Faust: la malattia prolungata all’amico poliziotto

«Deve rientrare subito? Va bene, dai, ora vedo di sistemargliela io»
inchiesta Faust, intercettazioni, polistena, Giuseppe Iannace, Reggio, Cronaca
La falsa certificazione sarebbe stata prodotta con grande celerità

Tra i vari episodi approfonditi nell’inchiesta Faust, c’è anche il favore che Iannace avrebbe fatto a un poliziotto in servizio nella fascia jonica della provincia. Ricevuta la visita del medico del lavoro che lo aveva dichiarato guarito dalla malattia riconoscendolo quindi idoneo per rientrare in ufficio, l’agente avrebbe subito chiesto aiuto agli amici. E a conferma di ciò, gli inquirenti citano un’intercettazione telefonica proprio di Iannace: «Vedi che quello è andato ieri là, e gli ha scritto che, praticamente guarito, ora dice che non è buono che deve andare... sta figura di merda, lui così gli ha scritto “clinicamente guarito con postumi”, dice “clinicamente guarito con postumi” quindi... medico legale, cioè torna da lavoro e...». Viene attivato subito, così, il caposala amico che si dice disponibile a risolvere il problema, facendo certificare falsamente lo stato di malattia. La questione è urgente, il poliziotto sarebbe dovuto rientrare subito in servizio: «Magari gli dici... se può andare, se ci possiamo vedere, o lo raggiungiamo». Immediatamente arrivano rassicurazioni dal caposala: «Va bene dai, ora vedo di sistemargliela io, ma come rientro però». L’importante è che il medico compiacente, già individuato, non fosse impegnato in sala operatoria, in modo da rendersi prontamente disponibile: «Fammi vedere una attimo, fammi vedere un attimo, dai ci sentiamo più tardi. Speriamo...». Il certificato è pronto in men che non si dica, come dimostrerebbe un’altra conversazione captata dagli inquirenti: «Ti chiamo tra un attimo che me lo faccio dare e te lo do, se glielo prepara che glielo mandiamo pure via fax che mi viene vergogna da morire...». Per accelerare i tempi, si pensa anche di mandare il certificato via foto sullo smartphone: «Mi mandi una fotografia sul telefono che lo sviluppo e poi se lo prendiamo». Per il momento l’amico poliziotto può “incassare” ulteriori 14 giorni di malattia. E «Iannace –annotano gli inquirenti – si dice si dichiara soddisfatto della falsa certificazione conseguita», specificando che, per un ulteriore prolungamento della malattia, avrebbero fatto ricorso ad una perizia: «Ha detto che gli ha potuto dare 15 giorni, ma non c'è problema che poi quando deve uscire gliene faccio dare io quanti ne vuole», garantisce Iannace. Per gli amici, questo ed altro. A maggior ragione se si tratta di poliziotti.

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