Domenica, 19 Settembre 2021
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CUPOLA MAFIOSA

'Ndrangheta: processo “Gotha”, l’attesa è tutta per le motivazioni

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Concluso il processo alla cupola mafiosa, è già partito il conto alla rovescia per il deposito della sentenza del Tribunale di Reggio. I legali di Caridi dopo l’assoluzione: «Partecipazione alla ’ndrangheta erronea in punto di diritto»

È già frenetica l’attesa poter leggere i motivi della sentenza del processo di primo grado “Gotha” (rito ordinario) andato in archivio venerdì sera all'Aula bunker di Reggio Calabria con quattordici condanne e sedici assoluzioni. La presidente del Tribunale collegiale, Silvia Capone, ha fissato «in novanta giorni i termini per la stesura delle motivazioni», periodo in cui si moltiplicano le analisi e le valutazioni, inevitabilmente contrapposte, inerenti lo storico verdetto. Tante le condanne pesanti come un macigno, ma anche una sfilza di 16 assoluzioni (compresa la posizione di Paolo Giustra nei cui confronti il Tribunale ha ribaltato la richiesta di condanna a 2 anni di reclusione): più di qualsiasi altro spicca il dato del crollo delle accuse nei confronti dell'ex senatore di Forza Italia, Antonio Caridi. Il Tribunale di Reggio (presidente Silvia Capone, giudici a latere Andreina Mazzariello e Stefania Ciervo) ha concluso con formula ampia per «il fatto non sussiste».
Le reazioni Tra i primi a commentare la sentenza il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: «Esprimo soddisfazione per l'assoluzione in primo grado di Antonio Caridi, che senatore del gruppo del Pdl, fu arrestato anni fa, con procedure decise in tutta fretta dal Senato e che è stato per 18 mesi detenuto con misure di massima sicurezza. L’accusa aveva richiesto una condanna a 20 anni ma è stato assolto perché il fatto non sussiste». Aggiungendo: «Dedico ad Antonio Caridi la mia firma ai referendum sulla giustizia e invito i magistrati italiani a meditare su questa pagina oscura della giustizia italiana. Un uomo pubblico, un parlamentare, sbattuto in galera, cancellato dall’attività politica e assolto dopo anni e anni di sofferenza. Poi dicono perché l’Italia non si fidi più della magistratura. Le Procure affondano e tanti cittadini onesti subiscono processi che non dovevano nemmeno essere intentati nei loro confronti».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Reggio

 

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