Martedì, 16 Agosto 2022
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IL CASO

'Ndrangheta, si complica l’estradizione di “Tamunga” Morabito: processo in Brasile?

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Il boss avrebbe commesso reati durante la latitanza a San Paolo
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Rocco Morabito

È a rischio l’estradizione in Italia del boss originario di Africo, Rocco Morabito, oggi 56enne, da tempo collocato in cima alla speciale lista dei più importarti e quotati trafficanti internazionali di cocaina al mondo. Il “padrino” che prima di fuggire via dall’Italia, da Milano, e riuscire a far perdere le proprie tracce per oltre due decenni, in Brasile avrebbe commesso reati di una certa gravità per i quali, appunto, la sua estradizione in Italia potrebbe non essere affatto imminente ma avvenire, salvo altre novità e che in vicende del genere non sono affatto rare, dopo la conclusione di un più che possibile processo a carico, appunto, del boss africese. La notizia è stata diffusa dalla stampa brasiliana.
L’estradizione del “re della cocaina”, detenuto da più di un anno a Brasilia, è stata votata dalla Corte suprema (Stf) il mese scorso e la sua esecuzione dipende dall’autorizzazione del presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro. Prima di essere individuato e arrestato nel 2021, Morabito avrebbe spacciato cocaina in Brasile, stando a quanto emerso da un’indagine della polizia di San Paolo che è stata rivelata dalla tv brasiliana. Per gli inquirenti, Morabito, con la partecipazione di Vincenzo Pasquino, avrebbe acquistato stupefacenti dal cartello brasiliano “Primo comando della capitale” (Pcc) e li avrebbe venduti a trafficanti brasiliani che, a loro volta, li avrebbero distribuiti sul litorale di San Paolo. Visti, quindi, questi presunti reati commessi in Brasile, la giustizia ha decretato la detenzione preventiva di Morabito, che è recluso nel penitenziario federale di Brasilia. Secondo un esperto consultato da “Tv Globo”, se Morabito sarà incriminato per narcotraffico in Brasile, potrebbe essere estradato in Italia solo quando il caso si sarà concluso. Questa tesi, però, in Brasile non ha trovato un giudizio unanime secondo altri giuristi Morabito potrebbe anche rientrare in Italia prima della conclusione di un eventuale nuovo processo.
Rocco Morabito era stato arrestato in Uruguay nel settembre 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza. Il boss si celava dietro la falsa identità di un imprenditore brasiliano di 49 anni, Francisco Cappelletto. Prima, però, di essere arrestato in Brasile a maggio del 2021, il boss, a giugno del 2019, era riuscito a evadere dal carcere Centrale di Montevideo insieme ad altri tre reclusi. Nell'inchiesta sulla fuga, comunque, furono successivamente arrestati anche dei presunti fiancheggiatori di nazionalità russa, che avrebbero favorito l'uscita del boss dall'Uruguay.
A settembre del 2017 subito dopo il primo arresto, in albergo e nella sua lussuosa abitazione a Punta del Este, la polizia uruguagia e i militari dell’Arma di Reggio Calabria trovarono documenti falsi, una pistola Glock, 150 mila dollari in contanti, 150 fotografie in formato fototessera e 13 schede telefoniche. Rocco Morabito è un personaggio di spicco della ‘ndrangheta della Locride nonché uno dei principali narcotrafficanti al mondo.

È conosciuto come “Il Tamunga” perché nei suoi anni in Italia e in particolare nella Locride era solito girare con un grosso fuoristrada Dkw Munga. Condannato a 30 anni di carcere, ha trascorso più di metà della sua vita in latitanza.

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