Mercoledì, 08 Febbraio 2023
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IL CASO

A Reggio, il 95% delle richieste dei cittadini all’Urp... svanisce nel nulla

Su undicimila domande rivolte nel 2021 si sono perse le tracce di 10.500
Reggio, Cronaca
Massimo Ripepi

«Lasciate ogni speranza o voi che chiamate l’Urp del Comune – denuncia Massimo Ripepi –. Anche Dante rimarrebbe sbigottito e senza parole dinanzi alla porta dell’inferno con sopra scritto “URP Comune Reggio Calabria”. Su 11.000 richieste, pervenute nel 2021 all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune, 10.500 (95%) non si sa che fine abbiamo fatto. L’inettitudine e l’inefficienza del team Falcomatà le hanno inghiottite, mentre i cittadini continuano a telefonare al numero dedicato con la speranza di ricevere una risposta».
Il quadro preciso, con tanto di dati statistici, lo ha snocciolato ieri il Dirigente dello stesso settore davanti a un registratore e ai commissari della Commissione Controllo e Garanzia presieduta dal consigliere Massimo Ripepi.
«Quindi lo ripetiamo perché ciò che avviene al Comune resti bene impresso a tutti. Gli ignari cittadini reggini chiamano fiduciosi l’Urp per segnalare i problemi che l’amministrazione dovrebbe risolvere o per conoscere lo stato dell’arte dei processi amministrativi avviati nel tempo con la speranza di essere addirittura ascoltati ma non sanno – afferma Ripepi – che il 95% delle loro richieste vanno in un abisso indefinito dove nessuno è in grado di conoscere le coordinate della legittima richiesta prevista per legge. Solo il 5,6% delle richieste viene definito, il 13,1% viene preso in carico senza essere completato, il restante 81,3% finisce nel limbo indefinito dell’inefficienza e della sciatteria politico-organizzativa dell’amministrazione più inefficiente della storia. Sembra un paradosso – dice ancora il presidente della Commissione – ma è proprio il Dirigente dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico a essere il minor responsabile di un vero disastro organizzato all’interno del quale tutti i settori del Comune fanno acqua da tutte le parti e dove ognuno ha il suo feudo senza dare conto a nessuno».

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