Giovedì, 06 Maggio 2021
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BOTTA E RISPOSTA

Murales della "liberazione" a Reggio, monta la polemica politica sul costo di realizzazione

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I murales dedicati a Pasquale Brancatisano e Teresa Gullace a Reggio

Botta e risposta sui due murales voluti dall'amministrazione comunale sulle facciate delle case popolari di Botteghelle. Oggetto delle polemiche il costo delle opere d'arte commissionate a Daniele Geniale e Luis Gomez de Teran, che raffigurano il partigiano Malerba e Teresa Gullace e saranno inaugurate domenica a mezzogiorno dal sindaco Giuseppe Falcomatà.

Ad accendere la miccia è i Movimento sociale-Fiamma Tricolore, il cui segretario cittadino Giuseppe Gioffrè, contesta «il costo dei due murales, ben 210mila euro, realizzati tra l’altro in case popolari che ormai cadono a pezzi». Per poi aggiungere: «Ancora uno spreco di risorse, sì vincolate alla cultura (i murales rappresentano cultura?), ma che avrebbero potuto essere impiegate in mille modi certamente migliori in una città con 2800 anni di storia e che invece l’amministrazione dedica alla sua becera propaganda, all’odio politico, alla caccia ai fantasmi del passato, malgrado gli annosi problemi che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini e che meriterebbero attenzione e risposte».

Fanno eco i consiglieri comunali di Forza Italia Federico Milia, Antonino Caridi e Antonino Maiolino, secondo i quali «spendere 210mila euro per un murale è uno smacco alla povertà e al disastro in cui versa la nostra città. Non contestiamo tanto la forma - aggiungono i tre - quanto il costo eccessivo utilizzato per giustificare la realizzazione di queste opere, realizzate per giunta sulle facciate di case popolari cadenti, che avrebbero certamente bisogno di ben altri interventi manutentivi. Riteniamo che questo sia l’ennesimo oltraggio all’intelligenza dei reggini, rimandati all’infinito su problematiche di strettissima attualità e abilmente distratti con finte inaugurazioni e propaganda politica di bassa lega, rivangando divisioni del passato che nulla giovano all’educazione dei nostri giovani».

Dura la risposta dell'assessore Rosanna Scopelliti: «È davvero avvilente leggere tali falsità, peraltro proprio mentre l’amministrazione comunale mette in campo un percorso virtuoso all'insegna della cultura e della memoria, capace di restituire identità alla nostra storia, in un contesto come le celebrazioni per il 25 Aprile che rappresentano un momento di unità del Paese, intorno ai valori supremi della libertà e della democrazia». La delegata alla cultura aggiunge: »Pur di sminuire l’opera che sta prendendo vita qualcuno sostiene che questo intervento abbia avuto un costo di 210mila euro. Assurdo e inaccettabile. Inaccettabile per un solo, semplice, banale motivo: perché è falso. Il costo dell'opera ovviamente è molto inferiore, circa un decimo di quando affermato strumentalmente, e comprende tutti i costi di realizzazione, che sono per lo più costi vivi per il materiale ed i mezzi che servono per realizzare i murales. Inoltre, con la massima trasparenza il rendiconto finale sarà reso pubblico non appena disponibile. Eppure - prosegue Scopelliti - sarebbe bastato leggere l’estratto della delibera del 7 aprile, che in queste ore viene pubblicato online assieme alla nota nella quale si specula sul nostro operato. In questa delibera c’è scritto infatti che l’intervento rientra tra le finalità previste da una scheda finanziaria che prevede un importo complessivo di 210.000 euro. Ma questo non è il costo dei i due murales, che come ho detto prevedono una spesa di circa un decimo di quanto strumentalmente riportato. Quando si fanno le pulci a una amministrazione, verificando, come è giusto che sia, gli atti e ci si assume la responsabilità di veicolare un messaggio ai cittadini, o lo si fa con correttezza, studiando, leggendo e comprendendo ciò che si legge oppure è meglio astenersi, evitando colossali figuracce. Qui purtroppo i casi sono due: chi ha fatto polemica o non sa leggere un atto amministrativo oppure sta deliberatamente prendendo in giro i cittadini di Reggio Calabria. In entrambi i casi non è un bel biglietto da visita per chi dice di volere il bene della città».

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