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NEL REGGINO

Quegli organetti “con l’anima” che dalla Calabria arrivano fino in Australia

di
Marina di Gioiosa, l’affascinante storia del maestro artigiano Giuseppe Lucà. E per maggior accuratezza «si lavora solo in piccole serie»

«La caratteristica degli organetti che costruisco è che ognuno ha una propria anima che esprime attraverso un suo suono unico e inconfondibile, per via dell’accordatura ad orecchio e con gli armonici». Giuseppe Lucà, 32 anni di Gioiosa Ionica, ci svela così il segreto del suo successo nel campo della costruzione degli organetti che partendo dalla Locride hanno raggiunto le Americhe, l’Australia e persino la Cina. Giuseppe non è un semplice artigiano che lavora il legno e lo plasma fino a farlo diventare uno strumento unico, è un giovane ragazzo di Calabria che ha investito nell’armonia musicale che proviene dai suoi strumenti la propria vita. «E’ una passione che ho avuto da bambino», ci svela Giuseppe, che aggiunge: «Mi sono iscritto all’università di Cosenza nella facoltà di ingegneria ma appena potevo rientrato a Gioiosa Marina per lavorare e per far suonare le persone, fino a quando ho deciso di impegnarmi esclusivamente in questo settore». Una marcia in più, confessa Giuseppe, gliel’ha data il suocero Pino Belcastro di Rizziconi, un vero e proprio maestro nell’arte della costruzione degli organetti, quello strumento che nel tempo è divenuto una sorta di esclusiva della musicalità e dei balli calabresi conosciuti in tutto il mondo.

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