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Carbone: «Bella la Reggina dei giovani»

L’indimenticato ex fantasista di Bagnara ha seguito a distanza il campionato della squadra amaranto Sulla stagione: «Rendimento strepitoso di Pierozzi e Fabbian. Sarei felice se restasse Inzaghi»

Si avvicina a grandi passi la data del 20 giugno, ma dal “Sant’Agata” non trapela nulla. Segue, seppur a distanza, le vicende amaranto Benny Carbone, originario di Bagnara Calabria. L’ex trequartista ha giocato in riva allo Stretto nella stagione 1990-91, siglando cinque reti. Torino, Casertana, Ascoli, Napoli, Inter, Sheffield, Aston Villa, Bradford, Derby County, Como, Parma, Catanzaro, Vicenza, Sydney e Pavia sono le altre società in cui ha militato. Chiusa la carriera da calciatore, ha iniziato quella in panchina. Dal 2020 al 2022 è stato collaboratore tecnico di Gianni De Biasi nello staff della nazionale azera. Lo scorso 11 aprile è ritornato a guidare il Pavia per sole quattro partite, subentrando all’esonerato Maurizio Tassi: «L’ho fatto – rivela – per l’amicizia che mi lega al presidente. Mi ha chiesto una mano e non mi sono tirato indietro».
Qual è la sua opinione sull’attuale Reggina?
«Positiva, anche perché è riuscita a raggiungere i playoff disputando un buon campionato. Peccato per l’eliminazione ad opera del Sudtirol perché da tifoso sarei stato contento se fosse andata avanti. Aggiungo che dopo lo splendido girone d’andata pensavo potesse puntare alla Serie A. Vanno comunque fatti i complimenti a Inzaghi per il lavoro svolto».
L’allenatore piacentino ha avuto il coraggio di lanciare i giovani, altri magari non l’avrebbero fatto.
«È vero. Ha puntato su Pierozzi e Fabbian che hanno avuto un rendimento strepitoso. Pippo la pensa come me. Il sottoscritto, infatti, non ha mai guardato la carta d’identità. Bisogna valorizzare i settori giovanili e sono contento che la Reggina abbia intrapreso questo percorso. Ricordo il vivaio ai tempi di Lillo Foti quando il “Sant’Agata” era una fucina di talenti».
Inzaghi sembra sempre più lontano da Reggio. Su chi punterebbe se fosse al posto di Saladini?
«Se i programmi dovessero coincidere è giusto che il matrimonio vada avanti. Pippo, che peraltro conosco, è un professionista e sarei felice se fosse ancora lui l’allenatore. Ma preferisco non entrare nel merito perché sono scelte che spettano alla società».
Grosso e Gilardino non crede siano tecnici in rampa di lancio?
«Sono veramente bravi e lo hanno dimostrato conquistando la promozione. Per loro parlano i risultati. Anche De Rossi e Cannavaro hanno qualità e mi fa piacere che siano miei colleghi».
Il “suo” amico Mimmo Toscano ha perso contro il Lecco. Lo ha sentito?
«Con Mimmo ci si sente spesso. Il calcio è uno sport imprevedibile e spiace che il Cesena sia stato eliminato. La formazione del Lecco ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori e la vittoria conseguita a Foggia ne è stata la conferma».
A proposito, il Foggia può ribaltare il 2-1 dell’andata?
«Può farcela perché in questi playoff nessun risultato è scontato. Il Foggia ha rimontato diverse volte e aspetterei prima di darlo per morto. Delio Rossi ha l’esperienza per compire l’impresa».
Come, del resto, ha fatto Ranieri a Bari.
«Mister Ranieri è un signore e quando i suoi sostenitori gridavano “Serie B” agli avversari è andato sotto la curva facendo un gesto di grande fair play. È stato immenso e non solo dal punto di vista della tattica».
Seguendo la finale dell’Inter non le è venuto un po’ di rammarico?
«È stata sfortunata. Ha messo sotto il quotato City creando le occasioni migliori. Purtroppo Lukaku e Lautaro hanno sbagliato, mentre gli inglesi sono stati più cinici. Se fossero andati ai supplementari probabilmente i nerazzurri avrebbero vinto. Ma ci riproveranno l’anno prossimo».
Tornerà in estate a Bagnara?
«Sì e non vedo l’ora. Nelle prossime settimane tornerò a casa per trascorrere le vacanze».

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