Venerdì, 13 Dicembre 2019
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Nomi e foto degli imprenditori di Reggio Calabria vicini ai boss, sequestro milionario: sala bingo e centinaia di immobili

Sono stati i collaboratori di giustizia a scoperchiare il calderone dell’operazione “Monopoli” che nell’aprile del 2018 ha fatto emergere i legami fra le cosche di ‘ndrangheta di Reggio Calabria e alcuni imprenditori e che oggi ha portato al sequestro di beni per 200 milioni di euro.

Andrea Giordano, Carmelo Ficarra, Michele e Giuseppe Surace avrebbero avuto intessuto fortissimi rapporti con i boss. In particolare Giordano e Surace sono stati indicati come affiliati di lunga data ai Tegano di Archi ed in contatto, in particolare, con il boss Giovanni Tegano, attualmente detenuto.

Gli approfondimenti investigativi svolti dai carabinieri hanno permesso di ripercorrere le fortune del duo imprenditoriale Surace-Giordano, che hanno preso il via dall’attività di costruzione di fabbricati nell’edilizia residenziale.

Infatti, verso la fine degli anni ’90 realizzavano il complesso residenziale “Mary Park” - fabbricato che successivamente ospiterà i locali dell’unica sala bingo cittadina - e numerose villette a schiera, in cui era stata riservata la disponibilità di un appartamento a Giuseppe Tegano, fratello del boss Giovanni.

Il rapporto con la cosca, nel tempo, avrebbe garantito agli imprenditori un eccezionale sviluppo economico. In tale contesto, gli accertamenti avrebbero permesso di documentare il reimpiego dei proventi illeciti della cosca in diversificate iniziative imprenditoriali affidate a Surace e Giordano, diventati nel tempo un tassello fondamentale del sistema di riciclaggio e reinvestimento dei proventi illeciti della “famiglia”.

A Carmelo Ficarra, invece, viene contestato l’aver concluso un patto con lo storico clan reggino dei De Stefano, in cambio del quale avrebbe ottenuto protezione e possibilità di sviluppo imprenditoriale ed edificatorio, soprattutto nel territorio di Archi.

Alla luce delle indagini, il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione - su richiesta della citata DDA, con l’odierno provvedimento – ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile a Giordano, Michele e Giuseppe Surace, Carmelo Ficarra nonché ai rispettivi nuclei familiari,costituito dall’intero compendio aziendale di 20 imprese/società commerciali edili (in cui rientrano 172 immobili, 9veicoli); le quote societarie relative a 10 imprese, 284 tra fabbricati e terreni, 4veicoli, disponibilità finanziarie e rapporti bancari/assicurativi, per un valore stimato in oltre 200milioni di euro.

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