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Brunori Sas incanta il Pentimele di Reggio: "Vi piacciono i pezzi vecchi? Ecco un'esclusiva!"

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Gennaio 2020. Dario Brunori pubblica Cip!, il suo quinto album con la Brunori Sas, a tre anni dall’uscita di A casa tutto bene che con il suo straordinario successo (premio Tenco, disco di platino sia l’album che il singolo La verità) ha letteralmente trascinato il cantautore cosentino fuori dalla scena indie per fargli fare il salto di qualità in termini di vendite, successo, considerazione da parte della critica. A settembre 2019 è uscito Al di là dell’amore, singolo che anticipa l’uscita del nuovo lavoro e ne annuncia diversi temi: la svolta per così dire pop dal punto di vista musicale agganciata a testi analitici e impegnati, un suono sempre ricco e variegato ma più moderno e incisivo (la solita grande produzione di Taketo Gohara), e in generale una scrittura che sembra pensata per l’esecuzione live.

Non è un caso: Brunori annuncia un tour nei più grandi e importanti palasport italiani, dal Forum di Milano al PalaLottomatica di Roma (che non si chiama più così) al Pentimele di Reggio Calabria. È la prima volta che si cimenta su un terreno diverso da quello dei teatri e infatti molti brani del nuovo disco hanno una ritmica più piana, ampie parti corali e, insomma, tutto quello che serve per scatenare diecimila persone dentro un’arena. Poi la pandemia ferma tutto e passano due anni perché Brunori possa effettivamente partire con il tour, al netto di alcune date qua e là nei momenti di relativa calma (come il “concertino” al castello di Roccella Ionica ad agosto 2020).

Brunori: "Vivo in Calabria perché mi rasserena. La nascita di Fiammetta? Mi dà nuove energie"

Nel frattempo gli sono successe tante, tantissime cose: anche Cip! diventa disco di platino così come il secondo singolo estratto dall’album, Per due che come noi, anzi quest’ultimo diventa il suo brano più venduto in assoluto; poi nasce Fiammetta, prima figlia del cantautore e della sua compagna e musicista Simona Marrazzo, e papà le dedica Baby Cip!, nel quale i pezzi dell’album sono riarrangiati in versione ninnananna (seguirà un altro EP, Cheap, con cinque brani inediti); alla fine la pandemia concede un po’ di respiro e due settimane fa il tour nei palazzetti parte da Ancona per poi toccare Milano e Roma (date entrambe sold out) e approdare al “PalaCalafiore” per l’unica tappa calabrese prima della ripresa estiva.

Situazione ovviamente meno felice di quella che stava maturando dopo l’uscita dell’album: in due anni le canzoni passano, i biglietti acquistati all’epoca vengono spostati a date non sempre praticabili, magari c’è ancora un po’ di paura a partecipare nuovamente a questi riti collettivi. Inoltre, l’effetto anthem di tutti quei cori ed elementi che sembravano già scritti per l’esecuzione live rischia di finire diluito da questa lontananza forzata dal pubblico. E allora Brunori decide giustamente di aggrapparsi alle sue certezze e riparte da versioni e arrangiamenti dei brani molto più aderenti al disco rispetto a quanto aveva fatto vedere negli ultimi tour.

“Conservativa” potremmo definire anche la scaletta, con la stragrande maggioranza dei pezzi tratti da A casa tutto bene e Cip!, tanto che dopo il boato con il quale Pentimele accoglie la storica Guardia ’82 il Nostro arringa il pubblico: «Vi piacciono i pezzi vecchi, allora? Eccone un altro che abbiamo suonato negli ultimi 3826 concerti, quindi un’esclusiva» e attacca Lei, lui, Firenze. (Avvertenza: lui dice sempre il contrario, ma adora la reazione del suo pubblico ai successi più datati.) Dagli album precedenti arrivano pochi altri brani, tutti i più significativi: Come stai che nel 2009 fu il suo primo singolo e che dedica al papà da lungo tempo scomparso, Kurt Cobain e una meravigliosa versione di Arrivederci tristezza che chiude il concerto dopo poco meno di due ore, unico bis insieme ovviamente a La verità.

Nonostante la formazione inedita (manca Simona Marrazzo, in parterre con la piccola Fiammetta che esordisce così a un concerto dell’emozionato papà; mentre ai soliti Dario Della Rossa, Mirko Onofrio, Massimo Palermo, Stefano Amato e alla violinista Lucia Sagretti si aggiunge un quartetto di fiati), l’esecuzione è come detto molto fedele agli originali forse per trovare un contatto più immediato con il pubblico, e va detto che pure senza il “tutto esaurito” Reggio Calabria – ma anche tanta Sicilia, si scopre a precisa richiesta di Dario – risponde cantando, ballando e scatenandosi. Meno ridanciano e chiacchierone del solito, invece, lo stesso Brunori; almeno finché la gioia per il ritorno sul palco non ha il sopravvento e gli fa chiedere addirittura di accendere le torce dei telefonini per accompagnare Guardia ’82 suonata solo voce e chitarra, o gli fa presentare i componenti della band con l’introduzione «Hanno suonato per voi, e si sono scialati». Che non sarà italiano perfetto, ma rende bene l’idea della serata che hanno passato i cinquemila del Pentimele.

La Brunori Sas tornerà a queste latitudini per il tour estivo il 21 giugno al #Restartlivefest di Cosenza e l’8 agosto al Teatro Antico di Taormina: siete avvisati, non è proprio il caso di perderselo.

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