Martedì, 05 Luglio 2022
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Reggio, "Io, Francesco, da giornalista a prete ho risposto al progetto d’amore di Dio"

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«Il sacerdote è unto per il popolo, non per scegliere i propri progetti, ma per essere vicino alla gente concreta che Dio, per mezzo della Chiesa, gli ha affidato. Nessuno è escluso dal suo cuore, dalla sua preghiera e dal suo sorriso». Con queste parole, Papa Francesco ha indicato uno degli aspetti principali che devono caratterizzare la figura del sacerdote. E la vicinanza alla gente concreta, ai loro problemi, alle loro attese è un desiderio che, personalmente, ho sempre nutrito nel mio cuore.
Da collaboratore della Gazzetta del Sud – che per me più che un giornale rappresenta una famiglia alla quale sono grato perché mi ha accompagnato nella mia crescita umana – mi sono sempre posto un obiettivo principale: dare voce a chi non ha voce ed essere sempre dalla parte della verità.
La verità, infatti, è un valore irrinunciabile. Ed è quello che è chiamato a fare ogni sacerdote: essere vicino al suo popolo in un modo ancora più completo. Non per lavoro, bensì per missione. Un sacerdote, infatti, dovrebbe dare la vita per il prossimo, sull’esempio lasciato a noi da Gesù stesso. Di questo ne era convinto anche uno dei giganti della santità del XX secolo, San Massimiliano Maria Kolbe, il quale concentrò tutto il suo apostolato nella diffusione della buona stampa per far trionfare la verità messa in pericolo, in quegli anni, dalle dottrine massoniche che poi contribuirono a scaraventare il mondo nelle due guerre mondiali.
A causa della sua opera di divulgazione, Kolbe è stato prima arrestato e poi è morto martire nel campo di Auschwitz offrendo liberamente la sua vita per quella di un padre di famiglia. Ecco un esempio di grande vita sacerdotale!
Penso di essere consapevole che diventare sacerdote significhi donare tutto se stesso per Cristo e per il mondo. È rispondere a un progetto di amore che Dio ha predisposto per te sin dalla tua nascita. È avere coraggio nel mettere la propria vita al servizio della Chiesa e dei fratelli. Questo è il sacerdote! E per questo motivo, al solo pensarci, tremo per la grandezza del dono ricevuto e della missione che mi attende.
Ecco perché, rivolgendomi ai miei amati colleghi e ai lettori della Gazzetta del Sud e a tutti coloro che mi conoscono, chiedo la loro preghiera e il loro sostegno affinché, con la grazia di Dio, possa avere la forza di corrispondere a un amore così grande al quale mi sento chiamato sin dalla mia nascita!

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